venerdì 18 novembre 2011

MARTEDI' 6 SETTEMBRE 2011-SCIOPERO GENERALE

La manovra del governo Berlusconi in accordo con la Banca Centrale Europea impoverisce il paese e demolisce la democrazia:

• Privatizzano di tutto, tagliano i servizi sociali, la sanità, i trasporti e prevedono forti aumenti di ticket e tariffe

• Traducono in legge la richiesta della FIAT di demolire il contratto nazionale di lavoro, aprendo la strada

alla riduzione dei salari, all'attacco all'articolo 18 e alla divisione dei lavoratori. Attaccano in modo pesante i

dipendenti pubblici e il sistema pensionistico.

• Nessuno che tocchi la casta .Non toccano i ricchi, il decimo della popolazione, che possiede metà della ricchezza.

  • Si arriverà a toccare IVA e Benzina che pagheranno così tutti

• Vogliono modificare la Costituzione per rendere obbligatorie le politiche neoliberiste che hanno

determinato la crisi e la speculazione.

• Per bloccare la speculazione - fatta da banche e finanziarie - occorre mettere regole ai mercati finanziari,

impedire la vendita allo scoperto dei titoli e obbligare la Banca Centrale Europea a comprare direttamente

i titoli di stato, come fanno le Banche Centrali degli USA, del Giappone, della Gran Bretagna.

• Nulla di tutto questo è presente nella manovra, invece si riduce si riduce il potere d'acquisto della maggioranza

del popolo italiano e questo determinerà ulteriore recessione economica e licenziamenti. è una

manovra dei ricchi contro la maggioranza della popolazione che è chiamata a pagare il conto. Come

fece il fascismo; non a caso aboliscono 25 Aprile e 1° Maggio. Stanno portando il paese alla malora.

Occorre ribellarsi prima che sia troppo tardi proponendo una

politica alternativa, firma subito la petizione:

• Tassa sui grandi patrimoni al di sopra del milione di euro;

• Lotta all'evasione fiscale anche facendo pagare per intero le tasse a chi ha usato lo scudo fiscale;

• Dimezzare le spese militari e smettere subito la guerra in Afghanistan e Libia;

• Dimezzare gli stipendi delle caste e mettere un tetto agli stipendi dei manager;

• Le aziende che de localizzano devono restituire i finanziamenti pubblici;

• Bloccare le grandi opere inutili come la TAV e il Ponte sullo Stretto e sviluppare le energie alternative.

 

www.rifondazione.it

www.rifondazionemilano.org

www.sinistraperpisapia.it

Dichiarazione congiunta USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas, USI: SCIOPERO GENERALE 6 settembre 2011

mercoledì, 24 agosto 2011

Le confederazioni e le organizzazioni sindacali USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e USI riunitesi il giorno 24 agosto 2011, hanno condiviso e concordato quanto segue.

 Si considera indispensabile una forte risposta dei lavoratori alle manovre di luglio e di agosto del governo. In questo senso si indice lo sciopero generale di 8 ore per il giorno 6 settembre 2011, quale primo momento di una mobilitazione che non si esaurisce chiaramente con questa azione di lotta, a sostegno della seguente piattaforma:

 > contro le politiche dell'Unione europea e le manovre del governo che applicano le misure imposte dall'Europa, dalle banche e dai poteri forti finanziari che hanno determinato e speculato sull'attuale crisi mondiale;

 > per la cancellazione del debito, il blocco delle spese militari e una politica nazionale ed europea basata sui diritti e le legittime aspettative dei popoli e non della finanza e degli speculatori;

 > contro l'evasione/elusione fiscale e contributiva e per una politica fiscale a sostegno del lavoro dipendente e dei redditi; per il diritto all'abitare;

> per una forte patrimoniale e la tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie;

> contro la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio e del libero mercato;

 > per la nazionalizzazione delle banche e delle grandi imprese strategiche per il paese e per un impegno dello stato capace di rilanciare e finanziare la produzione e i servizi;

> a difesa dello Statuto dei lavoratori, contro l'attacco ai diritti dei lavoratori e il patto sociale che il governo vuole trasformare in legge;

> riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, lo sblocco dei contratti di lavoro, la difesa del Contratto nazionale, l'istituzione del reddito sociale, la fine della precarietà ed il diritto al lavoro stabile;

 > per la regolarizzazione generalizzata dei migranti e per il mantenimento del permesso di soggiorno di coloro i quali hanno perso il lavoro;

> contro le privatizzazioni mascherate da liberalizzazioni per la difesa dei beni comuni in coerenza con gli esiti referendari;

> contro la privatizzazione della scuola, della ricerca e dell'università e per il diritto al sapere;

> contro l'abolizione delle festività a partire dal 1° maggio e dal 25 aprile;

> per una legge democratica e pluralista sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro.

 
La concomitanza dello sciopero con quello indetto anche dalla Cgil non deve essere interpretato come una condivisione delle motivazioni proposte da questa confederazione dalla quale ci divide nettamente anche la firma dell'accordo del 28 giugno scorso.

Il 6 settembre le scriventi confederazioni e organizzazioni sindacali manifesteranno quindi in molte città italiane su piazze diverse da quelle della Cgil.

Oltre allo sciopero generale si condivide sin da ora la necessità di individuare e praticare una serie di iniziative a livello nazionale e territoriale ed una mobilitazione incisiva e di lunga durata, a cominciare dal 6 settembre e dall'Assemblea nazionale del 10 settembre indetta a Roma.

 USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas, USI

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