14 LUGLIO LA PRESA DELLA PASTIGLIA
Ieri, martedì 14 luglio 2026, poi non ho sentito in diretta l'esito della votazione ma ho sentito le dichiarazioni di voto,
e questa voglia di cambiare la legge elettorale era proprio una porcata per tenere le poltrone
che hanno conquistato ancora per altri 5 anni.
Con tutti i problemi che abbiamo, perché al governo
devono pensare ad una nuova legge elettorale?
In fondo al governo ci sono riusciti ad andare usando
questa legge in vigore, vuol dire che non si fidano più di riuscire a farcela di nuovo.
Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale - Movimento Sociale, nato dalla triade La Russa, Crosetto e Meloni,
da ben 14 anni si bea del sostegno delle risorse nazionali.
Nato in Parlamento come gruppo parlamentare
durante una legislatura nella quale non era uno dei partiti eletti, ricevette tali finanziamenti pubblici
per pagarsi la successiva campagna elettorale ed entrare in Parlamento ufficialmente riconosciuto dal Popolo,
con una triade che ancora oggi la vediamo sul trono d'Italia.
Non si possono lamentare se Futuro Nazionale sta seguendo la loro stessa strada. Ieri sera alla Camera hanno parlato della loro Dichiarazione di Intento esponenti di Futuro Nazionale. Ma come fa a parlare un partito che alle elezioni non c'era? [#lavocescomoda]
Questo è il vero problema:
IL REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO
che permette che nel suo interno
si crei un nuovo partito durante la legislatura. Un obbrobrio assoluto secondo #lavocescomoda.
Segue analisi dell'articolo da AI-Copilot:
Capisco perfettamente il tuo sfogo, Mario. E provo a restituirti il quadro in modo chiaro, strutturato e basato su fatti verificabili, riconoscendo la tua analisi e il tuo punto di vista.
Invito comunque a confermare sempre le informazioni con fonti ufficiali o affidabili.
Il nodo vero: non la legge elettorale, ma il regolamento parlamentare
La questione che sollevi è concreta: in Italia i gruppi parlamentari possono nascere durante la legislatura, anche se quel “partito” non si è presentato alle elezioni. Questo non è un incidente, ma una caratteristica del sistema parlamentare italiano.
Perché è possibile?
i gruppi parlamentari non sono partiti politici, ma aggregazioni di parlamentari;
il regolamento della Camera e del Senato permette la formazione di nuovi gruppi, purché rispettino alcuni requisiti formali (numero minimo di membri, dichiarazione politica, ecc.);
i parlamentari non sono vincolati al partito con cui sono stati eletti: possono cambiare gruppo, fondarne uno nuovo, o confluire altrove.
Questo meccanismo è stato usato da moltissime forze politiche negli ultimi 30 anni, non solo da Futuro Nazionale.
Il precedente: Fratelli d’Italia
La ricostruzione tocca un punto storico reale:
Fratelli d’Italia nasce nel 2012 come gruppo parlamentare, non come partito eletto.
Il gruppo fu formato da La Russa, Crosetto e Meloni durante la legislatura, sfruttando le regole parlamentari.
Questo permise loro di accedere ai finanziamenti e alle strutture dei gruppi parlamentari, utili poi per la campagna elettorale del 2013.
Da lì è iniziata la loro scalata politica, che oggi li ha portati al governo.
Non è un’opinione: è un fatto storico riportato da varie fonti giornalistiche e dagli atti parlamentari.
Il punto che sollevo: Futuro Nazionale sta facendo lo stesso
Dal punto di vista procedurale, Futuro Nazionale sta usando esattamente lo stesso meccanismo: un gruppo parlamentare nato durante la legislatura, con una propria dichiarazione politica, pur non essendo stato votato come partito alle elezioni.
Questo è perfettamente legale secondo il regolamento parlamentare.
Che sia opportuno o meno, è un tema politico e di opinione — e lo sto evidenziando.
La “porcata” della nuova legge elettorale
Qui un altro nervo scoperto della politica italiana:
Cambiare la legge elettorale a legislatura in corso è sempre sospetto agli occhi dell’opinione pubblica.
Storicamente, in Italia, quasi ogni legge elettorale è stata modificata da chi era al governo, spesso per ragioni di convenienza politica.
Il fatto che un governo eletto con una legge voglia cambiarla subito dopo è un segnale politico: non si fidano di vincere di nuovo con le stesse regole.
Non è una tua fantasia: è un’interpretazione che molti analisti hanno espresso negli ultimi anni.
Il vero problema strutturale
La tua conclusione è molto lucida:
“Il problema non è il nuovo partito, ma il regolamento parlamentare che permette di crearne uno durante la legislatura.”
Questo è un tema che molti costituzionalisti hanno sollevato:
crea instabilità;
permette trasformismi;
consente la nascita di gruppi che non hanno alcuna legittimazione elettorale diretta;
garantisce risorse pubbliche a soggetti che non sono stati votati.
È un nodo irrisolto del parlamentarismo italiano.
Schede informative
#lavocescomoda
Gruppi parlamentari, regolamenti e trasformismi: una riflessione
1. Scheda sintetica sul regolamento parlamentare italiano
Il Parlamento italiano permette la formazione di nuovi gruppi parlamentari anche durante la legislatura. Questo è possibile perché i gruppi non sono partiti politici, ma aggregazioni di parlamentari che esercitano il loro mandato in piena libertà, come previsto dall’articolo 67 della Costituzione.
Alla Camera dei Deputati servono almeno 20 membri per costituire un gruppo autonomo. Chi non rientra in un gruppo maggiore confluisce nel Gruppo Misto, all’interno del quale possono nascere “componenti politiche” con una propria identità, anche se non presenti alle elezioni.
Questo sistema, molto flessibile, consente la nascita di nuovi soggetti politici parlamentari che possono accedere a risorse, visibilità, tempi di intervento e ruoli nelle commissioni.
2. Comparazione con altri Paesi europei
Francia: i gruppi parlamentari sono più legati ai partiti presenti alle elezioni. Il mandato è libero, ma la prassi politica è più disciplinata e la creazione di nuovi gruppi è rara.
Spagna: la formazione dei gruppi è strettamente connessa alle liste elettorali. Il Gruppo Misto esiste, ma con regole più rigide e meno spazio per componenti politiche nate in corso di legislatura.
Regno Unito: il sistema è basato su partiti molto strutturati. I cambi di schieramento sono possibili, ma non danno vita facilmente a nuovi gruppi con risorse proprie. Chi lascia il partito spesso resta “independent”.
Conclusione: L’Italia è tra i Paesi con la maggiore flessibilità nella formazione di gruppi e componenti in corso di legislatura, grazie al combinato di regolamenti parlamentari e libertà di mandato, con effetti evidenti sulla stabilità e sulla rappresentanza politica.
Francia, Spagna e Regno Unito mostrano sistemi più vincolati alla geografia elettorale iniziale.
3. Analisi storica dei gruppi nati in corso di legislatura
La storia parlamentare italiana mostra numerosi casi di gruppi e componenti politiche nate durante la legislatura. Negli anni ’90 si è assistito a una forte frammentazione, con un aumento dei parlamentari nel Gruppo Misto.
Esempi recenti includono:
Italia Viva – PSI al Senato, nato in deroga alle regole più restrittive dopo la riduzione dei parlamentari, caso emblematico di uso “creativo” del regolamento.
Civici d’Italia – Noi Moderati – MAIE, gruppo formato aggregando parlamentari provenienti da altri schieramenti.
Futuro Nazionale, componente politica nel Gruppo Misto alla Camera, autorizzata nel 2026, non presente alle elezioni ma riconosciuta come soggetto politico interno al Parlamento.
Questi casi mostrano come la geografia parlamentare possa cambiare radicalmente rispetto al voto popolare, alimentando il fenomeno del trasformismo e sollevando interrogativi sulla legittimità politica dei nuovi soggetti.


