giovedì 23 giugno 2016

2016_06_23 Se stai male ... fatti una passeggiata tanto offre Christo

COMMENTO A :
.... Christo ha sbalordito ed incantato tutti. Dopo la camminata a Piazza del Plebiscito di Napoli ha installato, sul lago di Iseo, Un percorso pedonale provvisorio e gratuito per un totale di 4,5 chilometri sulle acque, realizzato utilizzando 70.000 metri quadri di tessuto giallo-arancione, sostenuti da un sistema modulare di pontili galleggianti formato da 200.000 cubi in polietilene ad alta densità. Cosi dice l'autore e finanziatoreo: "Vi farò camminare sulle acque, meglio se verrete senza scarpe; sarà una passeggiata dove sentirete le onde sotto i vostri piedi" ... io mi sono posto una domanda, ma un investimento di 15 milioni di euro non era più "morale" che fosse destinato ad un ospedale od una casa di riposo? sarò strano ma penso che l'umanità non abbia bisogno di "passeggiate" ma di solidarietà ed impegno civile.




io mi sento "Cristo" quando amo,
io mi sento "Cristo" quando aiuto,
io mi sento "Cristo" quando sopporto,
io mi sento "Cristo" quando perdono,
io mi sento "Cristo" quando ascolto,
io mi sento "Cristo" quando non lancio pietre...
non quando camminerò sulle acque!

venerdì 26 febbraio 2016

Bocciata la legge lombarda anti-moschee ... dalla vera chiesa ...

25/02/2016

Nel gennaio dell’anno scorso il Consiglio regionale lombardo approvò una legge che il sindaco di Milano Giuliano Pisapia giudicò priva di “qualsiasi dignità costituzionale”. Essa prevedeva ogni possibile ostacolo di tipo urbanistico ed amministrativo, usando in modo del tutto bizzarro delle competenze regionali, per creare ogni difficoltà alla costruzione di moschee (a partire da quella in progetto a Milano). Anche il Nuovo Centro Destra del ministro degli Interni Angelino Alfano votò la legge che però il governo fu costretto ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale. Lo stesso fecero molte comunità cristiane ed associazioni di tutela dei diritti. 

Ieri essa è stata bocciata dalla Consulta che deve aver ragionato
sulla base del semplice buonsenso,
 ancora prima di aver letto
gli articoli 8, 19 e 20 della Costituzione.

    La Lega, che aveva voluto questa legge a qualsiasi costo, ha cercato di fare una operazione propagandistica, pur sapendo di essere nel merito perdente in partenza. Questa posizione ci sembra in diretta continuità con iniziative passate, dalle contestazioni al Card. Tettamanzi, accusato di buonismo nei confronti degli immigrati, alle sagre blasfeme durante le quali si celebrava il dio Po. Si tratta di un’unica attitudine a contrastare e ad escludere il “diverso” identificato, volta a volta, nel meridionale, nel migrante e infine nell’islamico sempre a prescindere, oltre che dall’etica, dalle singole persone, dalle circostanze, dal contesto socioeconomico ecc.… 
Si tratta della difesa di una pretesa identità lombarda o padana che è estranea allo spirito di accoglienza che caratterizza una parte consistente del nostro popolo e che, comunque, è in contraddizione evidente con ogni minima sensibilità cristiana.
    Questa linea, che è espressione di una cultura pagana e materialista, viene poi gestita nelle istituzioni e nel paese in modo assolutamente spregiudicato perché pretende di essere la vera difesa della cristianità e dei “principi non negoziabili”. 
   Questo mix di ateismo pratico e di sfacciato clericalismo vuole parlare alla pancia dell’opinione pubblica. Fino a quando riuscirà ad ottenere adesioni essendo in evidente contraddizione con gli interessi del paese e con gli stessi valori costituzionali su cui si fonda la nostra Repubblica?
    Come credenti che si richiamano al Vangelo, al Concilio e al magistero di papa Francesco siamo scandalizzati dal fatto che questo tipo di leghismo riesce ad avere consensi in certe aree di una opinione che si pretende cattolica, siamo anche scandalizzati da quelli che esso ha anche in una frazione del clero che, al posto della denuncia, preferisce un comodo e colpevole silenzio.

Vittorio Bellavite,
coordinatore nazionale di “Noi Siamo chiesa”
articolo eco by L'AVVENIRE DEI LAVORATORI

mercoledì 24 febbraio 2016

2016_03_04 24 ore con il Signore meditazioni sulle sette opere di misericordia spirituale a Novara.

Papa Francesco ha chiesto a tutta la Chiesa universale di unirsi in preghiera nel segno della misericordia nei giorni di venerdì 4 e sabato 5 marzo 2016 secondo l'iniziativa che ha chiamato: "24 ore con il Signore".
A Novara, la proposta si estenderà dalle ore 20 di venerdì 4 marzo 2016, con la presenza di padre Raniero Cantalamessa, alle ore 20 di sabato 5 marzo, con la benedizione eucaristica conclusiva.
Sia il Comitato per il progetto Passio, che ha posto le basi all'ideazione e alla organizzazione dell'intero progetto, sia l'Associazione culturale diocesana La Nuova Regaldi partecipano all'iniziativa indicando un'ora preferenziale per l'adorazione eucaristica tra i turni stabiliti.
A disposizione vi saranno anche libretti che guideranno, con utili letture, la riflessione sulle sette opere di misericordia spirituale.
Orario-Descrizione
Ore 20:00-Quaresimale della Cattedrale con Padre Raniero Cantalamessa
Ore 21:00-Adorazione della croce
Ore 22:00-Introduzione di mons. Brambilla e inizio dell’adorazione eucaristica
Ore 23:00-Opere misericordia spirituale: 1. Consigliare i dubbiosi
Ore 24:00-Opere misericordia spirituale: 1. Consigliare i dubbiosi
Ore 01:00-Opere misericordia spirituale: 1. Consigliare i dubbiosi
Ore 02:00-Opere misericordia spirituale: 2. Insegnare agli ignoranti
Ore 03:00-Opere misericordia spirituale: 2. Insegnare agli ignoranti
Ore 04:00-Opere misericordia spirituale: 2. Insegnare agli ignoranti
Ore 05:00-Opere misericordia spirituale: 3. Ammonire i peccatori
Ore 06:00-Opere misericordia spirituale: 3. Ammonire i peccatori
Ore 07:00-Opere misericordia spirituale: 3. Ammonire i peccatori
Ore 08:00-Opere misericordia spirituale: 4. Consolare gli afflitti
Ore 09:00-Opere misericordia spirituale: 4. Consolare gli afflitti
Ore 10:00-Opere misericordia spirituale: 4. Consolare gli afflitti
Ore 11:00-Opere misericordia spirituale: 5. Perdonare le offese
Ore 12:00-Opere misericordia spirituale: 5. Perdonare le offese
Ore 13:00-Opere misericordia spirituale: 5. Perdonare le offese
Ore 14:00-Opere misericordia spirituale: 6. Sopportare pazientemente le persone moleste
Ore 15:00-Opere misericordia spirituale: 6. Sopportare pazientemente le persone moleste
Ore 16:00-Opere misericordia spirituale: 6. Sopportare pazientemente le persone moleste
Ore 17:00-Opere misericordia spirituale: 7. Pregare per i vivi e per i morti
Ore 18:00-Opere misericordia spirituale: 7. Pregare per i vivi e per i morti
Ore 19:00-Opere misericordia spirituale: 7. Pregare per i vivi e per i morti e benedizione eucaristica

mercoledì 6 gennaio 2016

2015_12 A Vigevano dipendenti comunali passano dalla pacchia alla paura, soldi indebitamente ricevuti dal Comune?

Nel mirino finiscono i Fondi integrativi per i dipendenti nel periodo 2010-2013
Ma i sindacati contestano duramente il ricalcalo del dirigente del personale.
«Pagati 800 mila euro in più»
VIGEVANO - Rifatti tutti i conti si scopre che i dipendenti comunali avrebbero ricevuto - dal 2010 al 2013 - circa 800 mila euro in eccedenza rispetto alle somme dovute per quanto riguarda i fondi Integrativi (In sostanza premi di produzione e Indennità per mansioni e servizi svolti oltre i compiti di routine}, e il Comune intende recuperare quelle somme, sottraendole al futuri fondi o andando direttamente alla riscossione. 
Provvedimenti che stanno scatenando la reazione del dipendenti e del sindacati, anche legale, nel confronti dell'amministrazione (un incontro tra amministrazione e sindacati è già stato fissato per giovedì prossimo, 17 dicembre 2015). A scatenare il caso è la determina numero 1392 del 4 dicembre 2015, firmata dal responsabile dell'Istruttoria Marla Angela Giglia e dal dirigente del personale del Comune: Pietro Di Troia. Otto pagine che ricostruiscono una vicenda assai delicata e complessa, nella quale si incrociano diverse problematiche, non ultima quella delle risultanze dell'Ispezione del Ministero dell'economia che ritiene 11 Comune di Vigevano abbia eluso per due anni il Patto di stabilità. 
Tra le violazioni riscontrate anche quelle che riguardano 1 fondi integrativi per i Circa 400 dipendenti comunali. Ma sui rilievi del Mef manca ancora il sigillo della Corte dei Conti e in municipio si sta lavorando alle controdeduzioni. 
In caso di accertala violazione del Patto le conseguenze sarebbero molte e riguarderebbero anche 1 trattamenti accessori del personale, che sarebbero tagliati «Senza aspettare il verdetto della Corte del Conti e quindi sapere se effettivamente i rilievi del Mef siano fondati - dice Anna Maria Galantucci delta segreteria provinciale della Cgil Funzione Pubblica - si è effettuato un conteggio del tutto arbitrario, stabilendo addirittura la modalità di riscossione delle somme che si ritengono erogate in eccesso, ma che non sono affatto indebite ed erano previste contrattualmente. 
Chiaramente ci opporremo a tutto ciò, anche perché i dipendenti comunali non hanno responsabilità per provvedimenti presi esclusivamente dall'amministrazione». 
Il ricalcolo e la ricostruzione dei fondi era un incarico che il dirigente del personale aveva ricevuto tramite una delibera di giunta del settembre scorso.
Il risultato è per quanto riguarda i fondi dal 1993 al 2005 c'è la prescrizione, mentre dal 2005 al 2009 si stanno effettuando ulteriori approfondimenti; per il 2010 invece sono stati pagati 24.5 mila euro in più sul circa 2 milioni di totale di salari accessori.
Nel 2011 la somma da recuperane è di 198 mila euro e di 232 mila euro e nel 2013 si scende a 109 mila euro.  Una parte di queste somme saranno recuperate attraverso le norme previste dal cosiddetto decreto "Salvaroma" che consente di recuperare l'indebito sui fondi futuri. 
Ma le somme relative al 2013, ad esempio, rimangono escluse dal decreto che prende in considerazione il periodo fino al 31 dicembre 2012 e su di esse il Comune dovrà rivalersi su ciascun dipendente.

Traslitterazione dell'articolo apparso sul INFORMATORE VIGEVANESE

lunedì 16 novembre 2015

2015_11_13 PREGHIERA, SILENZIO, PAROLE POCHE e NIENTE ARMI













10 mesi dopo l'attentato a Charlie Hebdo

Più di 120 morti e moltissimi feriti, di cui un centinaio gravissimi, sono il frutto dei nuovi attacchi che hanno sconvolto Parigi a 10 mesi dall'attentato a Charlie Hebdo. 
E che sconvolgono anche noi.
La commozione, il silenzio e la solidarietà alle vittime, alle loro famiglie e a tutto il popolo francese, sono la prima forte emozione che ci ha accomunato a tanti.
Ma, oltre al dovere del silenzio – cos'altro di fronte ad un dolore così grande? - sentiamo la necessità di pronunciare alcune prime parole (altre probabilmente ne arriveranno dopo che avremo più notizie, e sapremo le decisioni dei nostri governanti).
Sono le parole di Papa Francesco, che con voce spezzata ha affermato che nessuna religione, ma neppure alcunchè che possa definirsi umano, può avere qualche attinenza con quanto successo a Parigi. 
“Usare il nome di Dio per uccidere è una bestemmia”.
Sono anche le nostre parole di sempre, quelle di un Movimento che riconosce nell'essenza del messaggio evangelico liberazione e pace.

Alla violenza occorre reagire in modo determinato e responsabile senza alimentare ulteriori violenze, isolando gli aggressori. 

E’ indispensabile - e come Pax Christi lo abbiamo ripetuto troppe volte – dire basta alla vendita di armi e non fare accordi economici con chi è direttamente coinvolto in questi progetti di morte. 
Recentemente abbiamo denunciato la vendita di armi italiane all’Arabia Saudita! 
Basta, Basta con le armi!!
Costruiamo  una politica di pace con mezzi di pace, la prevenzione nelle nostre città e tra i nostri giovani, il dialogo tra le religioni, una civiltà del diritto. Non vogliamo rassegnarci a logiche di guerra, 
"non dobbiamo disperare della pace se si costruisce la giustizia" (card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi).
Firenze, 15 novembre 2015 Pax Christi Italia