lunedì 26 luglio 2021

2005_10_06 De profundis. Valzer lento

José Cardoso Pires, De profundis. Valzer lento
Feltrinelli, Milano, 2002 
José Cardoso Pires, nato a Lisbona nel 1925 è uno dei maggiori scrittori portoghesi contemporanei. Romanziere, saggista e drammaturgo, ha segnato tutta la recente cultura portoghese. Negli anni Sessanta fondò la rivista “Almanaque”, punto d’incontro degli scrittori e intellettuali democratici. Nel 1995 viene colpito da un’ischemia cerebrale, i cui effetti mirabilmente ricostruisce due anni dopo in questo libro.
Se non è facile, per un medico, entrare in contatto con quell’umanità ferita che è l’essenza di ogni malattia, ancora più difficile, se non impossibile, è riuscire a penetrare il mistero dello stato mentale degli afasici. Cosa e come pensi, cioè, chi, dopo un ictus cerebrale, non riesce in alcun modo a comunicare. La malattia prosciuga, infatti, la fonte da cui sgorga il pensiero, dissolve la memoria, interrompe l’uso della parola, ottunde la sensibilità, blocca il gesto. Dove, però, non è arrivata la Scienza è riuscita la Letteratura, grazie al romanzo De Profundis. Valzer lento nel quale José Cardoso Pires ha descritto, con la maestria che ne ha fatto uno dei maggiori scrittori portoghesi di sempre, il suo naufragio in un’isola sconosciuta dove si è ritrovato senza più identità, memoria, sentimenti.
Pires, colpito nel 1995 da un’afasia grave, è, infatti, riuscito, eccezionalmente, a conservare “memoria della smemoratezza”, probabilmente- come ha scritto il suo medico João Lobo Antunes- perché l’area del cervello colpita (grazie alla quale parlava, leggeva e scriveva) era in lui più sviluppata di quella dei comuni mortali. Nel suo caso la guarigione è arrivata sulle note di “Forever”, una canzone di speranza intonata da un coro di voci femminili nel buio del corridoio dell’ospedale. Per la rinascita di una vita la musica rappresenta, infatti, un privilegio benedetto. Lo conferma il 1° movimento del “Quartetto delle Dissonanze” di Mozart, anch’esso citato nel libro, che ha molte similitudini con il processo di guarigione dall’ictus: una volta trasceso il timore dell’annichilimento, si passa, infatti, dal caos alla forma, dall’oscurità alla luce. 
La diffusione del libro è promossa dall’Associazione “Alice” che dal 1997 lotta, prima in Valle ed adesso in tutta Italia, per prevenire l’Ictus cerebrale o, una volta che si è manifestato, ridurne i danni. 
Gaetano Lo Presti 

domenica 4 luglio 2021

HERALDOS NEGROS traduzione di Mario Mainino

LOS HERALDOS NEGROS  (César Vallejo, 1918)

Hay golpes en la vida, tan fuertes... ¡Yo no sé!
Golpes como del odio de Dios; como si ante ellos,
la resaca de todo lo sufrido
se empozara en el alma... ¡Yo no sé!

Son pocos; pero son... Abren zanjas oscuras
en el rostro más fiero y en el lomo más fuerte.
Serán tal vez los potros de bárbaros Atilas;
o los heraldos negros que nos manda la Muerte.

Son las caídas hondas de los Cristos del alma
de alguna fe adorable que el Destino blasfema.
Esos golpes sangrientos son las crepitaciones
de algún pan que en la puerta del horno se nos quema.

Y el hombre... Pobre... ¡pobre! Vuelve los ojos, como
cuando por sobre el hombro nos llama una palmada;
vuelve los ojos locos, y todo lo vivido
se empoza, como charco de culpa, en la mirada.

Hay golpes en la vida, tan fuertes... ¡Yo no sé!


Ci sono colpi nella vita, così potenti ... Io non so!
Colpi come se provenisssero dall'odio di Dio, come se davanti a loro,
la risacca di tutto il sofferto
si incarni nell'anima ... Io non so!

Saranno pochi, ma ci sono ... Aprono scuri solchi
sia nell'uomo più feroce che nel più forte.
Forse sono i puledri del barbaro Attila;
o sono angeli neri che ci manda la Morte.

Sono le cadute profonde dei Cristi dell'anima,
di una fede adorata che il Destino rende blasfema.
Quei colpi sanguinosi sono come il crepitio
come fa il pane dimenticato alla porta del forno.

E l'uomo... Povera cosa ... Povera cosa! Volge gli occhi, come
si gira la testa sulla spalla quando si riceve uno schiaffo;
Volge attorno occhi folli, e tutto il vissuto sorge,
come carico di colpe, davanti allo sguardo.

Ci sono colpi nella vita, così potenti ... Io non so!

tratto da http://www.poesi.as/cv18030.htm

Un giorno saro'
La gioia di chi mi vorra' bene
Il dispiacere di chi mi ha odiato,
Il pensiero fisso di chi mi ha invidiato,
E magari il rimorso e il rimpianto
Di chi non mi ha capito... [nella traduzione di Mario Mainino]

2021_07_04 Grppi FACEBOOk dedicati alla Città di Vigevano

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e tanto per sorridere un poco ...

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giovedì 1 luglio 2021

2021_07_02 Quanto vale il parere di un premio Nobel su di una materia non di sua competenza

Polemica In Pillole 2660 iscritti 28 mag 2021 
Ep4 - "Chi" fa la Scienza? Quanto vale la parola di un premio Nobel?
Si sente spesso usare come argomentazione a supporto di una tesi, il fatto che sia stata espressa da un premio Nobel. In questi giorni, per esempio, sentiamo nuovamente parlare di Luc Montagnier, e delle sue varie 



domenica 23 maggio 2021

2021_05_23 Povero paese, in teoria si decide ma in pratica non si attua!

Troppi decreti attuativi ancora mancanti.
Fonte Openpolis
Numeri alla mano
I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale.

Vai all'articolo “Proseguono le difficoltà nella pubblicazione dei decreti attuativi”.

1.183

i decreti attuativi richiesti dalle norme varate durante la XVIII legislatura. La necessità di agire velocemente per far fronte all’emergenza coronavirus ha portato spesso alla pubblicazione di “decreti omnibus” il cui livello di complessità era tale da richiedere ulteriori norme per definire i contenuti di dettaglio. Per questo motivo i cosiddetti decreti attuativi hanno assunto una grande importanza. Questa dinamica però non è attribuibile esclusivamente all’emergenza ma costituisce da tempo una caratteristica strutturale della vita politica italiana. Analizzando la XVIII legislatura nel suo complesso infatti possiamo osservare che i decreti attuativi richiesti in totale sono 1.183, di cui 637 (il 53,8%) ancora da pubblicare.

-3,5

la riduzione in punti percentuali dei decreti attuativi mancanti rispetto al nostro ultimo aggiornamento. Con il cambio di esecutivo, da Conte a Draghi, la situazione per quanto riguarda la mancata pubblicazione delle attuazioni è lievemente migliorata. Rispetto al nostro ultimo aggiornamento, i decreti attuativi che devono ancora essere pubblicati rispetto al totale di quelli richiesti sono passati dal 57,3% al 53,8%. Una situazione che rimane tuttavia molto preoccupante. Tanto che il governo ha stilato un cronoprogramma per spingere i vari ministeri a ridurre la mole di attuazioni mancanti in tempi brevi.

5 su 51

i decreti attuativi pubblicati per le misure varate dal governo Draghi. Le norme che necessitano di attuazioni emanate negli oltre 3 mesi dall’insediamento dell’attuale esecutivo sono 10 in totale. I decreti attuativi richiesti sono complessivamente 51 di cui già adottati solo 5. Tra le misure che richiedono il maggior numero di attuazioni troviamo il decreto sostegni (3 decreti attuativi pubblicati su 17 richiesti), il decreto legislativo 36/2021 riguardante la riforma degli enti sportivi (0 su 13) e il decreto sulla riorganizzazione dei ministeri (0 su 10).

5,2 mld € 

risorse del decreto agosto non ancora erogate per la mancanza dei decreti attuativi. Nel consiglio dei ministri dello scorso 29 aprile, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Roberto Garofoli ha presentato una relazione sul tema delle attuazioni mancanti. Per spiegare la gravità della situazione Garofoli ha citato l’esempio del decreto agosto. Secondo il sottosegretario infatti una parte consistente delle risorse previste da questa misura sarebbe bloccata a causa della mancanza dei provvedimenti di secondo livello. Parliamo di oltre 5 miliardi di euro tuttora non erogati per la mancata pubblicazione dei decreti attuativi.

4

i decreti attuativi ancora mancanti al decreto reddito di cittadinanza e quota cento. La scorsa settimana i media hanno riportato la notizia secondo cui il ministro del lavoro Andrea Orlando sarebbe in procinto di rimuovere l’attuale presidente dell’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal), Domenico Parisi. Nell’analizzare l’operato di questo ente tuttavia dobbiamo sottolineare come la sua azione sia stata condizionata, almeno in parte, dal fatto che ancora oggi mancano all’appello alcuni decreti attuativi che avrebbero dovuto rendere operative le misure collegate al reddito di cittadinanza. Tra cui l’implementazione delle politiche attive del lavoro che l’Anpal era chiamata a mettere in campo.