mercoledì 1 agosto 2018

2017_12_10 PaganiniNonRipete #Comunico Ergo Sum

#Comunico Ergo Sum

Ci sono gruppi sociali che vivono ad uno stadio primitivo, e dimostrano un enorme divario evolutivo rispetto al resto degli esseri umani. Non è stata una scelta. Sono rimasti esclusi dal processo  di comunicazione. Perché?

Sono rimasti isolati per millenni. L’intelligenza collettiva, cioè l’intelligenza distribuita ovunque c’è umanità non ha trovato le idee e i meccanismi di relazione per svilupparsi. Riassumendo con una formula matematica: A+B=N. Mettere insieme un’idea A con un’idea B produce N idee.

Il processo di comunicazione è il motore dell’evoluzione del nostro cervello. Rompendo l’isolamento (per svariate ragioni) l’umanità ha comunicato, scambiando memi, una sorta di geni sociali, cioè pacchetti che contengono informazioni che riguardano la società, la cultura, la tecnica, il vivere di un particolare gruppo. Così si è arrivati all’agricoltura il momento in cui l’umanità è passata da un’innovazione ogni 20mila anni a una ogni 200.

12mila anni più tardi siamo ad un’innovazione ogni 20 secondi, e ad un’elaborazione continua di memi. Davvero? 
  • 3.77 miliardi di utenti internet, 50% popolazione mondiale;
  • 2.80 miliardi di utenti di social media, 37%;
  • 4.92 miliardi di utenti mobile, 66%;
  • 2.56 miliardi di utenti social media da mobile, 34%;
  • 1.61 miliardi di utenti di e-commerce, 22%. (altre fonti hanno dati leggermente diversi)
C’è quel circa 50% di popolazione che non ha ancora accesso alla rete o non la sa utilizzare. Sono isolati dal rapido scambio di memi, e già per loro le innovazioni risultano più lente.

E il 50% che è connesso alla rete? Scambia e rielabora i memi , o così dovrebbe ma si trova ad affrontare un’altra sfida: se il problema per l’umanità è stata la lentezza della comunicazione, oggi è l’esatto opposto, la velocità. Siamo difronte ad una singolarità comunicativa.  
  • sottoponiamo a stress le nostre capacità cognitive - sovraccarico e ritmi
  • siamo costretti ad impiegare codici semplici che banalizzano il contenuto dei messaggi
  • fatichiamo ad elaborare la conoscenza che dovremmo derivare dai memi che riceviamo
Inoltre viene trascurato l’essenziale, cioè l’attitudine a sviluppare ed esercitare lo spirito critico, cioè il distinguere e valutare ciò che accade.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE   In questo contesto, i grandi produttori di informazione esercitano un immenso potere di influenza sui memi e quindi sulle scelte degli individui e sulle regole della convivenza. Non è cambiato molto rispetto ai secoli precedenti. Chi sa e può elaborare le informazioni e trasformarle in conoscenze esercita un potere di disequilibrio sulla convivenza.

CHE FARE?   Vi è la via storicista: attaccare i produttori di informazione per prenderne il controllo. Sappiamo come andrebbe a finire: ci troveremmo un nuovo potere. Vi è la via religiosa: perseguire l’isolamento per riconquistare il controllo. Torneremmo allo stato primitivo.
Vi è infine la via Liberaledel metodo sperimentale: promuovere il senso critico e diffonderlo quanto più possibile nei memi.  E’ un processo lungo, fatto di prove ed errori. A poco a poco  accresce la nostra libertà puntuale e nei secoli e nei millenni ci renderà più ampiamente liberi.

PNR48 è dedicato alla comunicazione. Godetevi i contributi dei nostri autori, vari, dinamici, utili.

Buona settimana, dal Poggio di Leo
Paga

venerdì 13 luglio 2018

martedì 19 giugno 2018

2018_06_12 La verità della informazione Fare politica di basso livello con delle vite umane in ballo ... lo trovo davvero disgustoso.

Ecco il video con la verità VERA su chi ha detto e cosa ha detto, quando invece i nostri emeriti Ministri hanno sbandierato tutt'altro, suscitando le ire dei soliti "gnorri" che non si informeranno mai ma berranno tutte le bufale urlate da magniloquente politicante di turno.

Sulla questione della nave ONG Aquarius, «la linea dell’Italia è vomitevole»:
le parole di Gabriel Attal,
portavoce del partito di Macron

1 non di MACRON
2 portavoce del partito di Macron (è da vedere se quando è stato intervistato parlava in quella veste)
3 queste sono le parole che sono state da lui dette:

La linea del Governo Italiano (non dell'ITALIA) è vomitevole. 
E' inammissibile fare della politica di basso livello con delle vite umane come sta succedendo ora.
E' ovvio che si discuta ora delle politiche migratorie e delle soluzioni che possono essere trovate a livello europeo per regolare e prendere in carico questo flusso migratorio.
La Francia lo fà, il presidente Macron lo anche.





Ma che si faccia della politica di basso livello con delle vite umane in ballo ... lo trovo davvero disgustoso.








Gesticola. Si agita. Agita confusamente le folle.
Ennesima settimana di caos in puro stile penta-leghista.
Alla fine il vertice di Parigi si fa.
di Andrea Ermano tratto da L'AVVENIRE DEI LAVORATORI

"Mai inteso offendere l'Italia", dice Macron. "Non ha mai offeso l'Italia", conferma Conte. 

E, dunque, di che avrebbe dovuto scusarsi il Presidente della Repubblica d'oltralpe?
A detta dei leghisti, l'Eliseo sarebbe colpevole della seguente dichiarazione, che Gabriel Attal, esponente di spicco del partito En Marche, ha reso a un giornalista francese nella giornata di martedì: "Io penso anzitutto alle 629 persone che sono su questa nave. Considero che la linea del governo italiano sia da vomito (à vomir). È inammissibile fare della piccola politica sulle vite umane. Lo trovo disgustoso".
    La parola "vomito" è senza dubbio sopra le righe. Attal avrebbe potuto dire la stessa cosa utilizzando per esempio il termine "ripulsa", molto più sfumato. Ma alla fine – o "vomito" o "ripulsa" – si tratta di libere opinioni espresse da un esponente parlamentare francese che non offende l'Italia né il popolo italiano, ma si limita a stigmatizzare, sia pur duramente, la condotta del nostro esecutivo.
    Che male c'è? Forse che chiudere la bocca a un parlamentare di un paese europeo colpevole di critica a un governo europeo ci farebbe sentire più sicuri entro i confini del nostro continente?
    Altro discorso si potrebbe o forse si dovrebbe fare, invece, quando ad attaccare un governo o uno stato è l'esponente di un altro governo e di un altro stato, come p.es. il nostro ministro degli Interni che ha detto in Parlamento: "Malta se ne frega. Punto e a capo". Dubitiamo che parlando in questo modo il min. Salvini dimostri quella disciplina e quell'onore che egli dovrebbe osservare avendo giurato sulla Costituzione.
    Malta se ne frega? E la Francia ci deve delle scuse? A sostegno delle sue tesi, l'uomo forte del leghismo post-padano accusa Parigi non solo di applicare una dura lex ai migranti di Ventimiglia, ma anche di essere inadempiente rispetto alla ripartizione europea dei richiedenti asilo sbarcati nel nostro Paese.
    Senonché, a Ventimiglia i migranti non rischiano di annegare in pochi minuti. E sulla terraferma non vigono le sacre leggi del soccorso in mare. 
Né, poi, un comportamento errato di parte francese potrebbe legittimarne uno, ancor più sbagliato, di parte italiana.
Ma per i nostri sovranisti all'amatriciana il problema, in ultima analisi, è Macron. Il quale, invece di attenuare la polemica sul caso Aquarius, si è permesso di giudicare "cinico e irrespondabile" il trattamento riservato dalle autorità italiane ai profughi di mare, dichiaratamente usati dal Governo di Roma per un fine politico in una polemica verso altri governi europei.
    Colmo dell'onta, di fronte alle "scuse ufficiali" che il min. Salvini in Senato aveva richiesto "nel più breve tempo possibile", il Capo dello Stato francese ha avuto l'adire di restituire al mittente questa "provocazione" di stampo leghista ritenendo che non sarebbe giusto cedere dopo la prova di cinismo e irresponsabilità di cui sopra.
    Apriti cielo! L'incontro bilaterale tra ministri dell'economia è stato fatto saltare. La Farnesina ha convocato l'ambasciatore di Francia. E il Presidente del Consiglio italiano si è predisposto a "congelare" anche la sua visita di Stato all'Eliseo, come indicato dal capobranco in camicia verde.
    Insomma, la Francia e l'Italia hanno vissuto "la più grave crisi diplomatica di tutto il secondo dopoguerra". O almeno questo percepivano i commentatori delle principali testate nostrane. Non così al di là delle Alpi, dove l'opinione pubblica poco ha mostrato di appassionarsi per i dilemmi del nostro neo-premier e i giochi di potere dei nostri neo-ministri.
    Dopodiché, sbaglieranno sicuramente i francesi, anche se è pur vero che l'atomica tanto quanto il seggio permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite tanto quanto la maionese non impazzita: ce li hanno loro.
    Dopodiché, non avranno certo tutte le ragioni, questi francesi. Ma, secondo il nostro trascurabilissimo parere, è pressoché dimostrato che i neo-governanti di Roma hanno torto e pur parecchio.
    Per capirlo basta leggere quel che ha dichiarato il sen. Pesco (M5S) in aula: "Siamo un Paese sotto attacco. E c'è il sospetto che quelli che ci attaccano con lo spread siano gli stessi che ci attaccano con gli sbarchi".
    Insomma, dietro ai nostri problemi si celerebbe la "spectre" di uomini come George Soros, il quale – nella vulgata penta-leghista – sarebbe reo di speculare sul piano finanziario contro l'Italia e, in parallelo, di mandare per giunta le Ong a scodellare migliaia di africani sulle nostre coste per mandarci gambe all'aria.

    Nessuno osa, per adesso, accusare Soros di appartenere anche a una famiglia ebraica di origine ungherese. Ma – bando alle ipocrisie – il concetto è proprio quello lì.
In fondo siamo reduci da una campagna elettorale iniziata "in difesa della razza bianca" (dixit Fontana, governatore lumbard). E ora ci ritroviamo, incredibilmente, di fronte alla riedizione di certe famigerate teorie mussoliniane sulla congiura mondiale "demo pluto giudaico massonica".
Basta gettare uno sguardo nei blog penta-leghisti (contro la "massone-ebrea Merkel”) per accorgersi che di per sé questa non è neppure una gran novità.









mercoledì 13 giugno 2018

2018_06_16 LE PERSONE VENGONO PRIMA DEI PROFITTI!


16 Giugno Manifestazione Nazionale a Roma
“Le affermazioni disinvolte del commissario europeo Oettinger sono un gravissimo attacco alla tenuta democratica del paese. Veramente immaginiamo che qualcuno in nome dei mercati possa indirizzare il voto degli Italiani? Cosa rimane dei diritti democratici in questo paese?
Caro Oettinger, gli italiani – non quelli amici tuoi, ma i lavoratori, i giovani, gli sfruttati, i precari, quelli che vorrebbero andare in pensione e non possono – insegneranno ai mercati a stare al loro posto.
Se Mattarella avesse davvero voluto applicare la Costituzione, sarebbe dovuto intervenire sui punti del contratto di governo Lega-Movimento 5 Stelle totalmente incostituzionali (come la Flat Tax o le misure esplicitamente razziste) ma non ergendosi a protettore degli interessi dei mercati.
[CONTINUA A LEGGERE]


Mentre il Premier Conte, il Ministro del Lavoro Di Maio e quello degli Interni Salvini non hanno speso neanche una parola per l’uccisione di Sacko Soumayla, sindacalista USB della piana di Gioia Tauro, e il ferimento di altri due migranti, l’Italia solidale si mobilita.
Napoli, Giugliano, Potenza, Roma, Bologna, Imola, Caserta, Marsiglia, Padova, Bergamo, Svizzera, L’Aquila, Nocera Inferiore, tutti uniti nella denuncia del razzismo e dell’indifferenza!

Nell’irrefrenabile bisogno di fare emergere il suo sentire profondo, contando sulla complicità della grande stampa e sull’ottundimento postelettorale dell’opinione pubblica, Matteo Salvini questa volta ha esaltato la riduzione delle tasse per i ricchi.

Ecco i primi effetti del governo di Salvini: Sabato sera in Calabria, Soumaila Sacko, migrante maliano di 29 anni, sempre in prima fila nelle lotte dei braccianti, è stato ucciso da una delle fucilate sparate da sconosciuti mentre cercava lamiere per la sua baracca. Un tiro al bersaglio contro “lo straniero”, il nero cattivo da rispedire nel paese d’origine. Se non si conosce ancora l’identità della persona che ha sparato, il mandante politico e morale invece lo conosciamo benissimo: è Matteo Salvini, ministro dell’Interno, che con le sue politiche razziste soffia sul fuoco dell’intolleranza.

Più leggiamo di questa storia e della sua dinamica più la troviamo assurda. Proviamo a mettere in ordine i pensieri, con la rabbia che proviamo per l’ennesima ingiustizia che purtroppo non viene nemmeno raccontata come si dovrebbe.

Il teatrino degli ultimi cinque giorni alla fine ha prodotto un governo la cui sintesi è espressa dalla flat tax e dalle politiche di repressione. lo spread, i diktat europei e il Quirinale hanno smontato le velleità “eurocritiche” dell’alleanza Lega/M5S, mentre viene lasciato campo libero alla visione autoritaria e razzista di Salvini nella gestione dell’ordine pubblico. Nessuna obiezione ha fatto il presidente della Repubblica sul ministero degli interni al leader leghista, mentre le critiche alla Ue erano considerate incompatibili con il governo.

2018_06_06 Salvini, Acerbo: «Prima i ricchi! Salvini è il nostro Trump!»

NOTA : Post ricevuto e pubblicato.

Salvini, Acerbo: «Prima i ricchi! Salvini è il nostro Trump!» 6 giugno 2018
Maurizio Acerbo segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, esponente del coordinamento nazionale di Potere al Popolo, dichiara:
“Salvini si svela per quello che è: 
  • una versione più giovane e violenta di Berlusconi
  • la versione italiana di Trump

Le sue dichiarazioni di stamattina sulle tasse dimostrano che il suo slogan “prima gli italiani” si traduce in “prima i ricchi”.
Solo Bagnai e Fusaro possono spacciare per sociale questo mix di razzismo e neoliberismo.
Come Trump, il capo della Lega ha raccolto con la demagogia razzista i voti popolari per poi usarli per tagliare le tasse ai ricchi
La sua teoria è vecchia di decenni ed è stata il cavallo di battaglia del neoliberismo negli Stati Uniti, producendo diseguaglianze e povertà di massa nel paese più ricco del mondo. 
Basta cliccare “trickle down economics” su Google per leggere tonnellate di denunce dell’impatto socialmente devastante della cosiddetta teoria dello “sgocciolamento”: non facciamo pagare le tasse ai ricchi, così poi la loro ricchezza “sgocciolerà” sull’intera società.
Per usare le parole di Bernie Sanders, si tratta di una “teoria fraudolenta messa in giro dai ricchi e dai loro think thanks per proteggere i miliardari e le grandi aziende”.
Che ne pensano i grillini? 
Dov’è finito l’avvocato del popolo? 
Del #popolo dei ricchi?”.


§§§

Flat tax, dite a Salvini che regalare soldi ai ricchi non aumenterà i posti di lavoro
Pubblicato il 6 giu 2018
di Paolo Ferrero – i blog del fatto quotidiano -
Dopo aver fatto la propaganda elettorale dicendo “prima gli italiani”, Matteo Salvini adesso dice “prima i ricchi”. Nulla di strano che il razzista demagogo dica una cosa e ne faccia un’altra. Del resto se la prende con l’Unione Europea dopo che il suo partito ha votato a favore del trattato di Maastricht, di Lisbona, del pareggio di bilancio in Costituzione, etc etc. Il problema è che oltre a prendere in giro i suoi elettori, Salvini utilizza motivazioni completamente false con cui ammanta di scienza economica il suo ragionamento a favore dei più ricchi. 

Questa tesi è completamente falsa. Vediamo perché.

Com’è noto un imprenditore investe se pensa di poter vendere le merci che produce. Se uno pensa invece che le merci gli rimarranno in magazzino, difficilmente farà un investimento e – in ogni caso – anche se lo facesse, nel giro di tre mesi licenzierebbe tutti coloro che ha assunto. In altri termini è chiaro che l’investimento viene fatto non solo perché l’investitore ha i soldi in mano ma viene fatto perché l’investitore pensa di poterci guadagnare, di poter vendere quello che produce. Questo vale anche nei servizi: un ristoratore assumerà un cameriere se pensa che qualcuno vada a mangiare la pizza al sabato sera. Altrimenti, anche se ha i soldi per farlo non assumerà nessuno.
Solo chi ha tolto l’articolo 18 – e i grillini e i leghisti che non vogliono rimetterlo – pensano che uno assuma un cameriere solo perché lo può licenziare…

In altri termini gli investimenti privati vengono fatti solo se esiste una domanda solvibile in grado di valorizzare gli investimenti stessi. 

Solvibile vuol dire che la domanda non solo si deve esprimere come bisogno (mi piace la pizza) ma che il soggetto desiderante deve anche avere i soldi per pagarla la pizza…
Il problema è proprio qui. 

Gli investimenti privati normali, non sono originati dal fatto che i ricchi abbiano più soldi ma dal fatto che la domanda solvibile si allarghi e quindi richieda nuove merci e nuovi servizi e quindi nuovi investimenti e nuovo lavoro

Non ci vuole un genio per capire che in Italia il problema è proprio questo: metà della popolazione ha difficoltà ad arrivare a fine mese e in ogni caso ha ridotto i propri consumi per mancanza di reddito
Per far ripartire l’occupazione in Italia servirebbe una drastica redistribuzione del reddito dal 10% più ricco verso il 50% più povero in modo da aumentare i consumi e creare una spazio per nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro.
Come se non bastasse, in Italia, dall’inizio della crisi, i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri più poveri: Salvini propone di accentuare questa diseguaglianza. Salvini propone di curare i tumori facendo esplodere delle bombe atomiche. Inoltre, come è del tutto evidente, se si tagliano le tasse ai ricchi, lo Stato non avrà più i soldi per far funzionare la scuola, il servizio sanitario, pagare le pensioni. In altri termini il taglio delle tasse ai ricchi distruggerà i servizi pubblici e ridurrà i posti di lavoro nel pubblico. Riducendo i dipendenti pubblici e quindi il monte salari complessivo, i consumi si ridurranno ulteriormente e conseguentemente aumenterà la disoccupazione anche nel settore privato. 
Quindi tagliare le tasse ai ricchi aumenta la disoccupazione, non i posti di lavoro.
Non ci vuole un genio per capire questo, così come non ci vuole Einstein per capire che regalare più soldi ai ricchi significa unicamente gonfiare la speculazione finanziaria. Non avendo sbocco in investimenti produttivi, questa maggiore ricchezza concentrata nelle mani di pochi, finirà a gonfiare le famose bolle speculative, quelle da cui è partita la crisi e che fanno parte dei quel capitalismo finanziario contro cui il loquace razzista padano tuona ogni giorno. Quindi non solo tagliare le tasse ai ricchi non aumenta posti di lavoro ma piuttosto li diminuisce, oltre ad aumentare le ineguaglianze e le ingiustizie.
Salvini vuole fare il contrario di quello che serve al popolo italiano.

Matteo Salvini: dalla parte dei ricchi
Pubblicato il 6 giu 2018
di Roberta Fantozzi-
Perché la flat tax? “Perché è giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse. Perché spende e investe di più.” Parola di Matteo Salvini, che chiarisce definitivamente da che parte sta: dalla parte dei ricchi.
Dice anche una serie di colossali menzogne dal punto di vista economico…per nascondere che sta dalla parte dei ricchi.
La prima: è falso che i ricchi spendano di più! Spendono di più le persone che hanno meno, perché sono quelle che hanno necessità di tutto e appena si trovano qualche soldo in più nelle tasche, comprano beni essenziali. Oltre un certo livello di ricchezza, invece o si risparmia o si specula nel circuito finanziario, che è quello che i ricchi fanno.
E’ una verità elementare: si chiama “propensione al consumo” ed è maggiore nelle fasce sociali più povere.
Seconda menzogna: è falso anche che se si è più ricchi si investa di
più, come è dimostrato dal fatto che dei 40 miliardi di sgravi alle imprese degli scorsi tre anni, pochissimi siano ritornati in incremento degli investimenti. Gli investimenti privati sono determinati prima di tutto dalla prospettiva di realizzare un utile, vendendo la merce che si è prodotta. Ed anche in questo caso, il basso livello dei consumi interni, determinato dalla crescita della povertà, è un blocco per gli  investimenti.
Gli investimenti pubblici, che sono quelli che sarebbe necessario attivare, sono invece continuamente diminuiti, per la politica dei tagli. E con la diminuzione delle entrate, determinata dalla Flat-Tax (almeno 50 miliardi in meno) diminuiranno ancora.
Infine: non si vergogna un po’ Salvini a dire quello che dice a fronte della situazione italiana? Secondo i dati dell’Ocse il 20% più povero della popolazione in Italia, non ha che lo 0,3% della ricchezza, il 20% più ricco ha invece il 60% della ricchezza. Il 5% più ricco da solo possiede il 40% della ricchezza. Per Oxfam i dati sono ancora peggiori con lo 0,09 del 20% più povero e il 66,1% del 20% più ricco: un rapporto di 740 volte.
La Flat-Tax farà diventare ancora più ricco chi lo è già, e con la diminuzione delle entrate distruggerà il welfare. Vergogna!!!
Costruiremo l’opposizione a questo governo, con tutto il fiato che abbiamo in corpo.

Conte, Acerbo: «Non vedo rivoluzioni nè Robin Hood»
COMUNICATO STAMPA

CONTE – ACERBO (PRC): «NON VEDO RIVOLUZIONI NE’ ROBIN HOOD»
Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, esponente del Coordinamento di Potere al popolo, dichiara:
«Una cosa è certa: il programma enunciato da Conte non è di sinistra. E nemmeno rivoluzionario. Non c’è alcuna redistribuzione del reddito a favore della metà più povera della popolazione italiana e nessuna misura contro la precarietà del lavoro. Dov’è finita la cancellazione della legge Fornero? Il reddito di cittadinanza è diventato il rei? A sentire il discorso di Conte non c’è traccia dell’annunciata rivoluzione, a meno che non si ritenga tale l’ennesimo taglio di tasse ai più ricchi con la flat tax e il “potenziamento della legittima difesa”. Persino sul taglio dei privilegi e la lotta alla corruzione il programma è debole. Neanche tagliano superstipendi dei parlamentari e nemmeno propongono la confisca dei beni ai reati di corruzione. Non c’è nemmeno lo stop al consumo di suolo e la ripubblicizzazione dell’acqua, nè una parola sulla scuola. La rottura con le politiche degli ultimi 25 anni è sui particolari ma non sulla sostanza. Non c’è davvero nessuna netta rottura con le politiche degli ultimi 25 anni. Rivoluzionario in questo paese sarebbe abolire le leggi che hanno precarizzato il lavoro e introdurre una patrimoniale sulle grandi ricchezze. E’ possibile che, vista la devastazione prodotta dai governi precedenti, anche la modifica dei particolari possa determinare una situazione di aspettativa positiva. Ma fare gli avvocati del popolo significa difendere gli interessi del popolo, non limitarsi a qualche provvedimento di facciata, sullo stile degli 80 euro di Renzi.
Positivo il doveroso anche se tardivo ricordo e omaggio al sindacalista ucciso in Calabria, Soumayla Sacko, sul quale comunque ancora non abbiamo sentito una parola da parte dei ministri Salvini e Di Maio».
5 giugno 2018

Flat-tax per le imprese, PRC: “Aperta la gara tra PD e governo Lega-M5S nel rivendicare le stesse politiche. Lavoreremo a costruire l’opposizione”
Pubblicato il 4 giu 2018
Comunicato stampa
Flat-tax per le imprese, PRC: “Aperta la gara tra PD e governo Lega-M5S nel rivendicare le stesse politiche. Lavoreremo a costruire
l’opposizione”
Roberta Fantozzi, responsabile nazionale Politiche economiche di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiara:
“Tra governo gialloverde e PD è aperta la gara alla rivendicazione delle medesime politiche.
Martina e Marattin rivendicano il fatto che la tassa sui redditi delle società di capitali, cioè sui profitti delle imprese, sia già una tassa piatta e che il governo Renzi l’abbia già abbassata.
Hanno assolutamente ragione. Il governo Renzi ha diminuito la tassa sui profitti dal 27,5% al 24%  il che ha comportato un regalo di 4 miliardi annui alle imprese, che sommati alla decontribuzione per le assunzioni del Jobs Act, agli interventi sull’Irap, a super ammortamenti ed altri incentivi, ha portato le risorse destinate alle imprese nel triennio 2015-2017 a oltre 40 miliardi.
Per quel che riguarda la tassa sui profitti va anzi detto che la diminuzione è stata costante, essendo passata da 37% nel 2000
all’attuale 24%.
Si continua nelle medesime politiche: regali alle imprese, assenza di reali politiche industriali, precarietà del lavoro.
Lavoreremo a costruire l’opposizione all’ulteriore diminuzione della tassa sui profitti annunciata per il prossimo anno, come alla Flat-Tax per l’Irpef che sembrerebbe slittare al 2020.
La Flat-Tax non è altro che un nuovo gigantesco regalo a imprese e
ricchi, una misura di straordinaria iniquità in un paese in cui le disuguaglianze sono già inaccettabili”.
Governo, Acerbo: «Il governo più a destra della storia, festeggiato dalla Borsa»
Pubblicato il 1 giu 2018
COMUNICATO STAMPA
GOVERNO – ACERBO (PRC): «IL GOVERNO PIU’ A DESTRA DELLA STORIA FESTEGGIATO DALLA BORSA. CAMBIARE TUTTO PERCHE’ NULLA CAMBI»
Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, componente del coordinamento nazionale di Potere al Popolo, dichiara:
«Il governo gialloverde è un governo di destra, reazionario, neoliberista: è bastato annunciarne la nascita che la Borsa di Milano ha festeggiato con un aumento del 2%
Milioni di italiani si aspettano una rivoluzione e invece hanno dato l’incarico a personaggi espressione dei potentati economici e dell’establishment della vecchia politica.
La tassa piatta per i ricchi e la repressione per i poveracci, con un ministro come Salvini, che ha fatto della xenofobia e della
repressione i suoi cavalli di battaglia.
Difenderanno ancora una volta gli interessi dei ricchi, delle lobby, dei poteri forti; ne faranno le spese i migranti, i più deboli, i più poveri.
La vittoria delle destre populiste è il frutto avvelenato di anni di politiche neoliberiste imposte dall’UE e messe in pratica dal Pd e dai suoi alleati che oggi propongono un surreale fronte democratico.
In realà oggi in Italia esistono due destre: una tecnocratica e una populista in lotta per il potere sulle spalle del popolo.
Di fronte a questo sfacelo, serve costruire e rinforzare un quarto polo della sinistra, quella vera, che sia popolare, antiliberista e anticapitalista, per un’Europa di eguaglianza e non di esclusioni».
1 giugno 2018