domenica 2 settembre 2018

2018_09_03 Perché i migranti non arrivano in aereo.

È un po' lungo da leggere, ma trovo sia interessante.

Perché i migranti non arrivano tutti in Italia in aereo?

E perché affidarsi a organizzazioni criminali e affrontare la traversata del Mediterraneo è spesso l'unica scelta?
Quando qualche tempo fa oltre 600 persone furono soccorse al largo della Libia dopo essere rimaste bloccate per diversi giorni al centro del Mediterraneo, in quella parte di elettorato che parla di "invasione," "pacchia finita" e chiusura dei porti tornò a circolare una vecchia storia: non è strano che i migranti spendano migliaia di euro per un viaggio in mare potenzialmente mortale invece di impiegarne poche centinaia per prendere un aereo per l'Europa? Se sono così "benestanti" perché non scelgono altre vie? O li finanzia qualcuno? Eh? Insomma, c'è sicuramente qualcosa sotto—forse le ong, forse Georgetown Soros.
Per capire, al di là di complottismi e luoghi comuni, perché chi vuole venire in Europa decide di affidarsi a organizzazioni criminali e affrontare la terribile traversata del Mediterraneo, ho contattato Marco Paggi, avvocato e socio dell'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI).
Secondo il legale, la spiegazione è molto semplice: "L'Europa è una fortezza blindata nella quale non si entra dalla porta principale." Le quote per i flussi migratori "sono sostanzialmente bloccate. Attualmente esiste la possibilità di ingresso solo per investitori di somme considerevoli, come lavoratori autonomi o imprenditori; oppure lavoratori altamente specializzati—il che significa anche altamente retribuiti," afferma Paggi.
Ed è chiusa anche per chi volesse fare domanda d'asilo politico: per fare la richiesta infatti, bisogna essere presenti nello stato, non si può agire tramite ambasciate, né ottenere un permesso temporaneo per andare a chiedere protezione. "Chiedere asilo presso i consolati italiani," aggiunge l'avvocato, "non solo concettualmente non è possibile, ma sarebbe anche considerato un atto di ostilità verso le autorità e i governi dei paesi ospiti."
Sì, ok l'ingresso in Europa; ma non potrebbero comunque evitarsi quel viaggio bestiale su gommoni e barconi fatiscenti? In realtà no, considerato che alla maggior parte dei cittadini extra-Ue per salire su un aereo diretto nel vecchio continente è richiesto di possedere un visto, il cui ottenimento è complicato e costoso, quando non impossibile.
"È inutile che ci si prenda in giro dicendo 'perché non prendono l'aereo visto che hanno tutti questi soldi', perché il visto d'ingresso non glielo danno," mi dice Paggi. "Un visto d'ingresso Schengen — quello per turismo, per intenderci — è a concessione altamente discrezionale. Se una persona non rende altamente verosimile l'intento di un soggiorno turistico in Italia o in un altro paese dello spazio Schengen, il visto non l'avrà."
Per rendere meglio l'idea, l'avvocato fa un esempio: "Se un funzionario ministeriale del proprio paese con un bel posto di lavoro e un bel reddito si presenta al consolato italiano dicendo 'ho comprato un pacchetto Valtur per me e per tutta la famiglia per 20 giorni,' il visto turistico glielo danno di corsa. Se, invece, a presentarsi è una persona che dichiara di non avere lavoro, o di averne uno insufficiente, e dice di voler andare in Italia in vacanza ospite da amici, al consolato gli diranno che intende abusare del visto per turismo per poi restare illegalmente alla scadenza, e glielo negheranno. È fin troppo evidente."
Il diniego per "rischio migratorio" a partire dal reddito può condurre a situazioni tipo quella capitata qualche giorno fa una donna del Gambia, che aveva richiesto un permesso temporaneo di 30 giorni per raggiungere in Italia il figlio, rifugiato politico, e partecipare al suo matrimonio con una ragazza piemontese. Nonostante lei avesse seguito tutte le procedure e specificato le ragioni del viaggio in Italia, l'ambasciata ha rifiutato il visto perché "le informazioni fornite per giustificare lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto non sono attendibili."
Per l'avvocato Paggi, "chiedersi con tono sospettoso perché chi migra verso l'Europa non prenda l'aereo invece del barcone suona tanto come quella battuta che si attribuiva alla regina francese Maria Antonietta: 'Il popolo protesta perché non ha pane? Che mangino brioches'."
Per i rifugiati un esperimento di creazione di vie legali è quello dei corridoi umanitari, un progetto curato dalla Comunità di Sant'Egidio, la Tavola Valdese e altre organizzazioni, che dal 2016 ha fatto arrivare—stavolta sì, via aereo—più di 1000 persone vulnerabili. Secondo il legale dell'Asgi, i corridoi "sono sicuramente una risorsa che permette alle persone di non rischiare la vita nel Mediterraneo o addirittura nei percorsi precedenti." Tuttavia "una politica unilaterale del solo governo italiano non può essere risolutiva," e "servirebbe una reale e compatta politica estera dell'Ue sulla questione in generale."
Il fatto che l'Europa sia una fortezza chiusa che costringe chi migra a determinate scelte ha conseguenze ad ampio raggio—oltre che, ovviamente, sulla vita stessa delle persone. Ad esempio, l'aumento delle richieste d'asilo è strettamente legato alla mancanza di altre vie. "Per chi vuole entrare in Europa non c'è altra possibilità," afferma Paggi. "È chiaro che questo significa poi indurre paradossalmente a un uso strumentale della protezione internazionale. Senza contare che quest'ultima è poi a sua volta un istituto che non è adeguato, per quella che è l'interpretazione attualmente adottata, a far fronte a situazioni che non rientrano nella persecuzione o nei trattamenti inumani e degradanti, cioè la fame, la desertificazione, disastri ambientali, la fuga dalla corruzione sistematica che c'è in certi paesi africani." 
A risentirne è anche il tessuto economico. "Il mondo del lavoro in Italia ha ripreso un po' a girare, c'è domanda di manodopera. Il problema è che, a fronte di questo, abbiamo una disciplina di flussi migratori che di fatto non consente nessun flusso legale, e lascia come unica alternativa l'ingresso illegale tramite malavita organizzata," spiega l'avvocato.
Secondo il legale, una soluzione in questo senso potrebbe essere reintrodurre il sistema dello "sponsor," che permetteva ai migranti di entrare legalmente in Italia pagandosi le spese del viaggio con un visto per cercare lavoro, grazie a garanzie economiche offerte da un familiare o un altro garante. In questo modo, prosegue Paggi, "molte persone anziché mettere tutto quello che hanno—e anche quello che non hanno—nelle mani di organizzazioni criminali per cercare di arrivare in Italia pagherebbero più volentieri una polizza fideiussoria."
Lo "sponsor," però, è stato in vigore solo qualche anno—dal 1999 al 2001—prima di essere eliminato con la legge Bossi-Fini. Tuttavia, ricorda l'avvocato, "la misura era stata usata in quantità omeopatica. Ma per quelle poche quote per cui è stato autorizzato ha funzionato bene, lo dicevano anche le questure. Le persone si erano inserite nel mondo del lavoro, stabilizzandosi. Adesso abbiamo un blocco totale."
Insomma, per tornare alla domanda iniziale, perché i migranti—per qualsiasi ragione decidano di voler entrare in Europa—non prendono l'aereo? Perché non possono, sostanzialmente perché al momento glielo impediamo. Finché non esisteranno canali legali d'accesso la gente non smetterà di partire, semplicemente continuerà a scegliere i viaggi in mare.

Claudia Torrisi

Tratto da Facebook

sabato 25 agosto 2018

2018_08_24 Tommaso Calderone in visita sulla nave Diciotti

Sono sceso adesso dalla nave Diciotti.
Riporto il dato obiettivo.
Sono circa 150 di cui 11 donne.
Sono tutti giovanissimi e tutti magrissimi. 
Da ieri 140 , ormai esausti, hanno deciso di non alimentarsi.
70 hanno la scabbia e altri 5 in fase avanzata. 
Dormono tutti in terra e all'aperto .
Non hanno indumenti di ricambio, neanche intimi e sono da giorni in pochi metri
Ci sono solo 2 bagni mobili. 
Alle 11 donne ,senza ricambio intimo, abbiamo comprato , con il consenso del comandante, mutande e magliette e le abbiamo loro consegnate.
A bordo ci sono tre medici volontari, bravi e molto gentili.
L' equipaggio serio e cortese.
È una situazione che andrebbe al più presto risolta.
Dimenticavo, ma questa è una percezione soggettiva : hanno uno sguardo tristissimo che ti squarcia il cuore.
P. S. Non scrivete per cortesia " prima gli italiani" , se lo pensate tenetevelo per voi , perché sono appena sceso e non è aria...

mercoledì 15 agosto 2018

2018_08_15 Ferragosto e Festa dell'Assunta, in cielo ci sono saliti in comitiva partendo dal ponte dell'autostrada ma ...

RaiNews ha seguito ininterrotamente gli sviluppi
REPLICO FACEBOOK-COMMENT-NEWS

CROLLO PONTE MORANDI
AUTOSTRADA GENOVA - SAVONA
VIGILIA DI FERRAGOSTO
14 agosto 2018





PER MATTEO SALVINI E' SEMPRE
COLPA DELL'EUROPA E DEGLI IMMIGRATI

C'erano i morti ancora caldi, sotto il ponte Morandi a Genova, e Matteo Salvini consegnava ai suoi elettori il nemico Europa in un tweet: "se ci sono dei vincoli europei che ci impediscono…". Europarlamentare per undici anni non sa se ci sono dei vincoli europei, [n.d.r. a parte prendere lo stipendio non è che abbia poi fatto molte presenze] Matteo Salvini, e usa il dubitativo, arrabbiato ma non con se stesso.
Ma se ci fossero i vincoli, lui assicura, sarebbe pronto a infrangerli. Che uomo coraggioso, oggi che è crollato un ponte, dopo un'estate passata a far sequestrare canotti.

E poi il solito tweet contro gli immigrati: "In una giornata così triste, una notizia positiva", che secondo lui sarebbe l'approdo di 141 persone in Paesi che non sono l'Italia.
Uno dei primi comunicati della tragedia

Perché è vero che è crollato un ponte e sono morte 35 persone, ma lui il tweet contro gli immigrati lo deve fare, ce l'ha sotto pelle, ci ha costruito una carriera, non può lasciarlo a domani, o a mai.

E' la prima regola della comunicazione di Salvini: se nella gabbia getti altro sangue gli elettori si distraggono e non pensano all'elefante.

Individuare un nemico e attaccarlo, la comunicazione di Matteo Salvini è tutta qui, una scommessa che balla fra Giuda e Pilato.
I suoi elettori vogliono un nemico su cui scaricare i propri fallimenti e lui glielo consegna, azzannatelo ma non fate domande. Così loro si spartiscono la carne del Cristo; nessuno prima di Salvini aveva legittimato l'istinto cannibale, assurto a sistema, ma in questo modo il suo elettorato si sente riconosciuto e in cambio lascia scappare Barabba.
E' così che di fronte a una tragedia italiana Matteo Salvini ha deciso di ballare di post in post, raccogliendo i suoi trenta denari, senza pensare al domani; ed evitando ogni ragionamento più lungo di un tweet.
Vedremo per quanto Lui sarà in grado di consegnare loro carne fresca, perché fino a che le iene hanno qualcosa sotto i denti il padrone del circo non ha niente da temere; ma una iena affamata smette di riconoscere il suo padrone.
E intanto l'Italia crolla.  Saverio Tommasi

(il pezzo è tratto da ...)

venerdì 3 agosto 2018

2018_08_03 Forse si smorzerà la vicenda Daisy Osakue nonostante che qualcuno scavi nel passato per trovare TUTTO IL FANGO POSSIBILE

Analisi di un articolo On-Line

http://www.ilgiornale.it/news/politica/pap-daisy-minaccia-noi-dallitalia-ora-spuntano-due-arresti-e-1561287.html?mobile_detect=false

dal quale si estrae la seguente cronologia:

1994 Siamo arrivati dalla Nigeria 24 anni fa

1996 Daisy Osakue nasce a Torino il 16 gennaio

2002 Iredia Osakue,29 anni padre della discobola azzurra Daisy Osakue, e Lovely Albert, 30 anni madre, clandestini, [n.d.r strano clandestini in italia da 8 anni e con una figlia registrata alla anagrafe da sei anni] secondo un articolo di Repubblica sono presi in una retata dei carabinieri di Moncalieri per sfruttamento della prostituzione

2004 Nasce il primo fratellino

2006 un Iredia Osakue viene arrestato per una vicenda legata alla tratta delle ragazze nigeriane.

2007 sentenza di primo grado del 9 ottobre, rito abbreviato, Iredia Osakue condannato a 5 anni e 4 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso

2010 Nasce il primo fratellino [n.d.r. la sentenza di condanna ne ha ridotto o annullato la pena?]

2018 le indagini che hanno portato all'identificazione degli aggressori, come è stato più volte sottolineato dagli inquirenti, hanno del tutto escluso l'aggravante razzista

2018 sono state vittime anche tre signore non di colore all'uscita del ristorante e un pensionato che ha visto imbrattato il muro esterno della propria abitazione.

2018 i "colpevoli" sono "bravi ragazzi" che dopo il gesto sono andati tranquillamente al mare [n.d.r. il padre di uno di questi si chiede dove ha sbagliato nella educazione del figlio]

Oggi Iredia Osakue è il titolare di un centro pratiche per immigrati, la Daad Agency di Moncalieri, che gestisce dai permessi di soggiorno ai ricongiungimenti familiari, nonché mediatore culturale in una cooperativa che gestisce l'accoglienza, la cooperativa sociale Sanitalia service che gestisce 15 strutture in Piemonte.

COMMENTIAMO UN CICININ ....
... allora, con il mio solito metodo.

1 - la ragazza è stata una vittima per caso ?
penso siano tutti d'accordo che SI
2- di tutte le vittime delle uova è quella che ha avuto il danno più grave?
SI a quanto pare è stata la più sfigata che l'ha preso in un occhio
3 - era una "qualunque"?
NO, non era una ragazza qualunque e all'Italia costerà in quanto forse non può rappresentarla
4 - se si monta un caso funziona?
SI perché per fortuna è NERA e allora si cavalca la bestia scatenata ovvero il RAZZISMO
5 - era razzismo?
SI molto probabilmente, perché anche se chi ha lanciato non la conosceva, lo ha fatto ancora molto più volentieri perché è Nera
6 - colpevolizzare la Vittima?
SI ovvio perché è nera, si deve allora scavare sul fatto che ... suo padre ha avuto delle disavventure giudiziarie che ha scontato e non conta ciò che fa ora ma ciò che ha fatto

La domanda è perché si vuole colpevolizzare la vittima?

Perchè è nera?

La ragazza di Macerata morta per overdose e poi fatta a pezzi era bianca, per cui nessuno va a scavare nel suo passato e nella sua condotta attuale che la portava a farsi dare droga e a farsi sino a fottersi da sola, era però bianca, una brava ragazza di famiglia e su di lei non scava nessuno.

PERO' PERO' PERO'

QUALCUNO NE DEDUCE CHE ...

  •  i genitori sono una coppia che aveva messo su un'organizzazione mafiosa con legami internazionali;
  • lei perché è nera, ha strumentalizzato la sua vicenda, solo per calcolo politico (è una giovane piddina);
  • l'articolo non fa che riferire quelli che sono fatti documentati dagli Inquirenti, o dalla Magistratura [n.d.r. viene citato un articolo di un altro giornale non la sentenza di condanna ne quella che ha ridotto o annullato la pena]; 
  • la riabilitazione dei detenuti vale solo per i bianchi, in quanto si commenta che "Il babbo della Daisy non è un galantuomo e ho schifo di uno Stato che affida compiti così delicati a uno con quei precedenti: non era un povero ladro di polli, lo capisci?";
  • l'articolo ha indagato sul passato della vittima, ma sul passato dei due genitori, che si sentono tanto superiori da voler lasciare l'Italia : facce di merda, con precedenti.[n.d.r. reazione intervenuta dopo lo scatenarsi degli attacchi alla VITTIMA e alla sua FAMIGLIA]
  • "Io sono contento che abbiano trovato queste info: se a te non fa accapponare la pelle che un mafioso, che fa parte di una rete che adotta simili metodi e sfrutta la prostituzione, [n.d.r. la condanna non la vediamo però cosa dice] diventi un Mediatore culturale e manager dell'integrazione e anzi ritieni razzista chi se ne preoccupa, beh, mi spiace per te, ma questo è proprio il peggior buonismo."
  • In parallelo si cita il CASO PAMELA: non è stata fatta una cazzo di manifestazione di solidarietà per quella povera ragazzina diciannovenne, che è stata stuprata, torturata e fatta a pezzi dagli onesti “rifugiati", occasionalmente spacciatori: il confine tra "no al razzismo" e la coglionaggine criminale è talvolta sottile... e si chiama buonismo.[n.d.r. stuprata, torturata e fatta a pezzi tutte affermazioni gratuite dette così per dire e non validate dai fatti rilevati dagli inquirenti

mercoledì 1 agosto 2018

2017_12_10 PaganiniNonRipete #Comunico Ergo Sum

#Comunico Ergo Sum

Ci sono gruppi sociali che vivono ad uno stadio primitivo, e dimostrano un enorme divario evolutivo rispetto al resto degli esseri umani. Non è stata una scelta. Sono rimasti esclusi dal processo  di comunicazione. Perché?

Sono rimasti isolati per millenni. L’intelligenza collettiva, cioè l’intelligenza distribuita ovunque c’è umanità non ha trovato le idee e i meccanismi di relazione per svilupparsi. Riassumendo con una formula matematica: A+B=N. Mettere insieme un’idea A con un’idea B produce N idee.

Il processo di comunicazione è il motore dell’evoluzione del nostro cervello. Rompendo l’isolamento (per svariate ragioni) l’umanità ha comunicato, scambiando memi, una sorta di geni sociali, cioè pacchetti che contengono informazioni che riguardano la società, la cultura, la tecnica, il vivere di un particolare gruppo. Così si è arrivati all’agricoltura il momento in cui l’umanità è passata da un’innovazione ogni 20mila anni a una ogni 200.

12mila anni più tardi siamo ad un’innovazione ogni 20 secondi, e ad un’elaborazione continua di memi. Davvero? 
  • 3.77 miliardi di utenti internet, 50% popolazione mondiale;
  • 2.80 miliardi di utenti di social media, 37%;
  • 4.92 miliardi di utenti mobile, 66%;
  • 2.56 miliardi di utenti social media da mobile, 34%;
  • 1.61 miliardi di utenti di e-commerce, 22%. (altre fonti hanno dati leggermente diversi)
C’è quel circa 50% di popolazione che non ha ancora accesso alla rete o non la sa utilizzare. Sono isolati dal rapido scambio di memi, e già per loro le innovazioni risultano più lente.

E il 50% che è connesso alla rete? Scambia e rielabora i memi , o così dovrebbe ma si trova ad affrontare un’altra sfida: se il problema per l’umanità è stata la lentezza della comunicazione, oggi è l’esatto opposto, la velocità. Siamo difronte ad una singolarità comunicativa.  
  • sottoponiamo a stress le nostre capacità cognitive - sovraccarico e ritmi
  • siamo costretti ad impiegare codici semplici che banalizzano il contenuto dei messaggi
  • fatichiamo ad elaborare la conoscenza che dovremmo derivare dai memi che riceviamo
Inoltre viene trascurato l’essenziale, cioè l’attitudine a sviluppare ed esercitare lo spirito critico, cioè il distinguere e valutare ciò che accade.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE   In questo contesto, i grandi produttori di informazione esercitano un immenso potere di influenza sui memi e quindi sulle scelte degli individui e sulle regole della convivenza. Non è cambiato molto rispetto ai secoli precedenti. Chi sa e può elaborare le informazioni e trasformarle in conoscenze esercita un potere di disequilibrio sulla convivenza.

CHE FARE?   Vi è la via storicista: attaccare i produttori di informazione per prenderne il controllo. Sappiamo come andrebbe a finire: ci troveremmo un nuovo potere. Vi è la via religiosa: perseguire l’isolamento per riconquistare il controllo. Torneremmo allo stato primitivo.
Vi è infine la via Liberaledel metodo sperimentale: promuovere il senso critico e diffonderlo quanto più possibile nei memi.  E’ un processo lungo, fatto di prove ed errori. A poco a poco  accresce la nostra libertà puntuale e nei secoli e nei millenni ci renderà più ampiamente liberi.

PNR48 è dedicato alla comunicazione. Godetevi i contributi dei nostri autori, vari, dinamici, utili.

Buona settimana, dal Poggio di Leo
Paga