mercoledì 1 agosto 2018

2017_12_10 PaganiniNonRipete #Comunico Ergo Sum

#Comunico Ergo Sum

Ci sono gruppi sociali che vivono ad uno stadio primitivo, e dimostrano un enorme divario evolutivo rispetto al resto degli esseri umani. Non è stata una scelta. Sono rimasti esclusi dal processo  di comunicazione. Perché?

Sono rimasti isolati per millenni. L’intelligenza collettiva, cioè l’intelligenza distribuita ovunque c’è umanità non ha trovato le idee e i meccanismi di relazione per svilupparsi. Riassumendo con una formula matematica: A+B=N. Mettere insieme un’idea A con un’idea B produce N idee.

Il processo di comunicazione è il motore dell’evoluzione del nostro cervello. Rompendo l’isolamento (per svariate ragioni) l’umanità ha comunicato, scambiando memi, una sorta di geni sociali, cioè pacchetti che contengono informazioni che riguardano la società, la cultura, la tecnica, il vivere di un particolare gruppo. Così si è arrivati all’agricoltura il momento in cui l’umanità è passata da un’innovazione ogni 20mila anni a una ogni 200.

12mila anni più tardi siamo ad un’innovazione ogni 20 secondi, e ad un’elaborazione continua di memi. Davvero? 
  • 3.77 miliardi di utenti internet, 50% popolazione mondiale;
  • 2.80 miliardi di utenti di social media, 37%;
  • 4.92 miliardi di utenti mobile, 66%;
  • 2.56 miliardi di utenti social media da mobile, 34%;
  • 1.61 miliardi di utenti di e-commerce, 22%. (altre fonti hanno dati leggermente diversi)
C’è quel circa 50% di popolazione che non ha ancora accesso alla rete o non la sa utilizzare. Sono isolati dal rapido scambio di memi, e già per loro le innovazioni risultano più lente.

E il 50% che è connesso alla rete? Scambia e rielabora i memi , o così dovrebbe ma si trova ad affrontare un’altra sfida: se il problema per l’umanità è stata la lentezza della comunicazione, oggi è l’esatto opposto, la velocità. Siamo difronte ad una singolarità comunicativa.  
  • sottoponiamo a stress le nostre capacità cognitive - sovraccarico e ritmi
  • siamo costretti ad impiegare codici semplici che banalizzano il contenuto dei messaggi
  • fatichiamo ad elaborare la conoscenza che dovremmo derivare dai memi che riceviamo
Inoltre viene trascurato l’essenziale, cioè l’attitudine a sviluppare ed esercitare lo spirito critico, cioè il distinguere e valutare ciò che accade.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE   In questo contesto, i grandi produttori di informazione esercitano un immenso potere di influenza sui memi e quindi sulle scelte degli individui e sulle regole della convivenza. Non è cambiato molto rispetto ai secoli precedenti. Chi sa e può elaborare le informazioni e trasformarle in conoscenze esercita un potere di disequilibrio sulla convivenza.

CHE FARE?   Vi è la via storicista: attaccare i produttori di informazione per prenderne il controllo. Sappiamo come andrebbe a finire: ci troveremmo un nuovo potere. Vi è la via religiosa: perseguire l’isolamento per riconquistare il controllo. Torneremmo allo stato primitivo.
Vi è infine la via Liberaledel metodo sperimentale: promuovere il senso critico e diffonderlo quanto più possibile nei memi.  E’ un processo lungo, fatto di prove ed errori. A poco a poco  accresce la nostra libertà puntuale e nei secoli e nei millenni ci renderà più ampiamente liberi.

PNR48 è dedicato alla comunicazione. Godetevi i contributi dei nostri autori, vari, dinamici, utili.

Buona settimana, dal Poggio di Leo
Paga

mercoledì 9 maggio 2018

2018_05_09 Pressapochismo e impreparazione un esempio nel sito RAYPLAY

Ma come abbiamo fatto a ridurci cosi?
Oggi è solo approssimazione in tutti i campi, io sono un sopravvissuto al 1968 che, secondo me, ha generato il degrado della nostra società perdendo la valorizzazione del merito e delle capacità garantendo l'accesso a tutti in modo indiscriminato, senza preparazione, perchè chi insegna a sua volta è sempre meno preparato.
Io non tollero un pressapochismo del genere. Ma non posso farci nulla.
E non serve nemmeno segnalarlo.
Che cosa serve un sito che ti presenta un menù di TG senza darti indicazione di data e ora, te li devi vedere tutti per sapere di cosa possono parlare?

martedì 23 gennaio 2018

2017_12_31 PaganiniNonRipete un regalo che è veramente utile ( se si legge!)

#2018: Il Libro di PNR

Chiudiamo il nostro primo anno insieme con un dono. Apriamo l’anno nuovo regalandovi qualcosa di più della solita agenda, il primo libro di PNR. Con la speranza che possa essere di stimolo per affrontare i temi della vera Agenda 2018.
 
SCARICA IL NOSTRO REGALO 
 
Il libro presenta i contributi più significativi della nostra originale newszine che ci ha accompagnato nel 2017 per 51 settimane, ogni weekend, senza pause. 
 
PERCHE’ E’ IMPORTANTE?   PNR ha risposto a questa domanda, affrontando e discutendo argomenti che condizionano le nostre vite. 

IL METODO SPERIMENTALE    ha accompagnato le nostre analisi, contrapponendole ai dogmi ideologici delle pubblicazioni tradizionali e alle verità alternative dei media main stream.

QUALE SOLUZIONE?   abbiamo provato ad elaborare risposte che amplino le nostre libertà individuali e concorrano a favorire la nostra prosperità, migliorando la convivenza tra noi cittadini. 

SIAMO STATI UTILI?   Sì. Ce lo avete detto voi. Abbiamo provato a fornire gli strumenti per comprendere cosa sta succedendo intorno a noi e per compiere scelte libere. 
 
CI SIAMO DISTINTI   con un prodotto ORIGINALE e INNOVATIVO rispetto alle pubblicazioni tradizionali ormai elitarie, che al contrario, forniscono soluzioni preconfezionate, ideologiche appunto, che escludono noi cittadini, o meglio che ci emarginano dalle scelte, per poi imporcele. 
 
GRAZIE  a tutti gli autori. Ci hanno permesso di realizzare un prodotto unico che si evolve ad ogni uscita. Sono stati davvero tanti, impossibile elencarli tutti qui. In questa newsletter trovate una piccola selezione dei loro contributi, alcuni li abbiamo riproposti nel libro, mentre tutti gli altri sono disponibili QUI.
 
GRAZIE   a tutti voi che leggete, commentate, dubitate, e soprattutto contribuite a farci migliorare.
 
GRAZIE a chi ha creduto in questo progetto tanto da investirci risorse economiche: SECI, YourCFOYourAcademy, e gli amici filantropi. 
 
MA NON E' FINITA QUI   c’è tanto da fare: (i) le nostre libertà sono a rischio, (ii) la prosperità è incatenata alle clientele che monopolizzano il mercato nazionale, (iii) siamo lontani dall’essere una Liberaldemocrazia
 
CI SONO LE ELEZIONI   e vogliamo vedere chi scommetterà su:
- un piano industriale che manca da decenni, e che punti all’innovazione
- la trasformazione digitale del nostro tessuto produttivo legata al piano industriale
- la riforma della didattica scolastica 
 
Un’ultima cosa…il welfare. Lavoro, scuola, pensioni, chiedono regole nuove per meglio convivere. 
 
SCARICA IL LIBRO QUI… E’ GRATIS
 
Buon Anno e buona settimana, dal Poggio di Leo
Paga (e Leo)

2018_01_07 PaganiniNonRipete

#Chi di Speranza Vive Disperato Muore

Speriamo che sia un 2018 pieno di prosperità e gioia, meglio di quanto sia stato fino ad ora.

Viviamo ogni momento nella speranza che le cose possano andare meglio; che il sole dell’avvenire possa splendere per tutti, più per noi che per gli altri, naturalmente.

La speranza era contenuta nel vaso di Pandora che una volta aperto diede agli uomini l’illusione che le cose potessero andare meglio. Era un male, mentre per i Cristiani era una delle tre virtù teologali: l’aspettativa di un cambiamento positivo futuro che porta ottimismo riguardo al proprio destino ed a quello del mondo.

Nell'approccio kantiano altro non è che la provvidenza che nella storia si confronta e scontra con l’analisi empirica dei fatti: ciò che potrebbe essere e vorremmo si scontra con i fatti. Grazie alla morale e alla rettitudine di fondo di cui l’uomo è dotato la speranza, cioè come vorremmo le cose fossero, emergerà.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE?   Perché la speranza rischia di illuderci e di allontanarci dal trovare le soluzioni ai problemi di tutti i giorni. 

E’ vero LA SPERANZA PORTA OTTIMISMO rinfrancando l’uomo rispetto ai fallimenti del conflitto democratico. Ci consente di continuare a provare.

MA E’ VERO ANCHE IL CONTRARIOLa speranza ci dissuade dal confronto quotidiano con il metodo sperimentale, facendoci credere che un mondo diverso sia possibile, senza misurarci con i fatti che il tempo ci propone.

Ci presentiamo così alle prossime elezioni pieni di speranza. Ci illudiamo che le forze in campo cambino in meglio, ma VOGLIAMO IGNORARE i fatti e cioè la totale assenza di un progetto politico che migliori il nostro convivere e ampli le nostre libertà.

Assistiamo compiaciuti ad un teatrino di alleanze prive di contenuto.
Godiamo delle sceneggiate di taluni (Bonino, ad es.) finalizzate alla conquista del potere invece che al cambiamento. Ci esaltiamo convinti che la nostra idea di libertà possa e debba essere imposta a tutti, piuttosto che ricavata dal confronto democratico.

La motivazione a continuare non dovrebbe essere mossa dalla speranza, ma dal metodo sperimentale che dovremmo impiegare nell'analisi e soluzione dei problemi che il tempo ci presenta di volta in volta nel nostro sforzo quotidiano di costruire la Società Aperta

2018_01_14 PaganiniNonRipete

#L’Arte dell’Improvvisazione Vs un Programma per il Futuro

Tante proposte, molte campate in aria, ma soprattutto l’assenza di un progetto paese, cioè un programma per costruire il futuro che contenga in modo coerente una serie di proposte finalizzate al raggiungimento di quello stesso programma.

Un movimento politico dovrebbe promuovere un PROGETTO per il futuro attraverso una visione di quello che sarà, una missione da perseguire e degli obiettivi, misurabili, da raggiungere. Questo progetto può persino fondarsi attorno ad un’idea fissa del mondocosì come le ideologie. Non mi piace, ma è un approccio.

Ad esso preferisco l’approccio che va con il nome di Liberale, perchè ci consente di individuare e risolvere i problemi che riguardano l’uomo e il suo ambiente attraverso il metodo sperimentale. E’ un percorso lungo e tortuoso di prove ed errori che ci ha aiutato a migliorare la nostra convivenza, aumentare la nostra libertà e arricchire il nostro benessere.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE?   Senza un progetto navighiamo a vista senza comprendere il reale, seguendo l’istinto o le convenienze del momento. A naso indichiamo ciò che andrebbe fatto ma manchiamo di cogliere la complessità dei problemi e soprattutto di fornire un obiettivo chiaro attraverso il metodo induttivo. Il ritardo dell’Italia rispetto a molti altri paesi nel comprendere e costruire il futuro dipende soprattutto da questa incapacità di progettare.

LE RAGIONI SONO MOLTEPLICI   e certamente culturali, cioè appartengono al patrimonio dei valori e dei costumi che noi cittadini condividiamo. Si manifestano:
  • nella frammentazione storica del paese in tanti piccoli protettorati senza autonomia reale
  • nell’idea che la politica sia uno strumento per il potere e non
  • uno strumento per migliorare il convivere e ingrandire la libertà
  • e soprattutto, nell’assenza di un vero individualismo, cioè di una società fondata sulla partecipazione di individui responsabili, che è il fondamento delle democrazie liberali.
SI NEGA L’INDIVIDUALISMO   confondendolo con l’egoismo, e attribuendo ad esso la scarsa capacità progettuale.

E’ ESATTAMENTE IL CONTRARIO   a noi manca un vero individualismo da contrapporre alle caste, alle clientele e ai protettorati che si sono storicamente fondati sotto i campanili e che ancora oggi incatenano il paese, frenando la libera iniziativa e la spinta creativa dei cittadini.

In vista delle elezioni, un MOVIMENTO LIBERALE dovrebbe promuovere l’individualismo per costruire convivendo tra cittadini liberi un PROGETTO PER IL FUTURO, che potrebbe comprendere alcune delle interessanti proposte di questi giorni (per esempio tassa piatta ma nel quadro di una complessiva riforma fiscaleburocrazia zero che promuovo da anni, trasformazione digitale, etc.) che a questo punto non sarebbero più campate in aria, ma funzionali alla realizzazione della Società Aperta.

SE DEVE ESSERE RIVOLUZIONE LIBERALE   sarebbe opportuno spiegare cosa ci sarà e come ci si arriverà. Altrimenti le idee potenzialmente buone, restano un’illusione - elettorale - ma senza alcuna possibilità di costruire il futuro.

Ancora una volta sono i media che non ci aiutano. Invece del solito orgasmo per le mode del momento, in questo caso limitarsi a descrivere le apparenze, un buon giornalista dovrebbe domandare ai partiti: che progetto hai per l’Italia e come pensi di realizzarlo?

Senza risposta a queste domande continueremo a navigare a vista, e non andremo lontano.

Hanno contribuito a questa edizione di PNR, Raffaello Morelli, Anna Maria Di PascalePocah, Roberto Ruggiero e Maria Serra.