venerdì 3 luglio 2015
COMUNICAZIONE
Per motivi di salute le pubblicazioni sono attualmente sospese, speso di riprendere il lavoro il più presto possibile ... e comunque di .. riprenderlo.
mercoledì 3 giugno 2015
IMU, TARI, TASI e compagnia briscola anno 2015
Arriva giugno ed incombe come ogni anno l'incubo delle tasse sulla casa, in questo 2015 molti Comuni sembra abbiano deciso di non aumentare le imposte. Bene. Mi pare infatti che quanto grava sulla proprietà sia più che sufficiente visto che il famoso "ventennio destra" abbia sempre parlato di riduzioni ma queste non si sono mai viste e le Amministrazioni Comunali Destre hanno sempre applicato le imposte più alte possibili.
Quello che mi da un fastidio bestiale è che passa 100.000 volte in Tv la news che scade l'abbonamento, ma MAI dico MAI che annuncino a ripetizione le scadenze importanti come queste.
Da ciò, essendo impazzito per i fatti miei, Vi metto in linea una serie di link dove poter calcolare queste imposte:
Codici IMU/ICI E ALTRI TRIBUTI COMUNALI
§§§§§§§§§ vedi ....
INFO sui COMUNI ITALIANI
§§§§§§§§§
Informazioni e statistiche sui comuni, le province e le regioni in Italia. Sito ufficiale, CAP, numero abitanti, banche, scuole, farmacie, mappe, previsioni meteo, utili link. vedi ...
DIPARTIMENTO delle FINANZE
§§§§§§§§§ http://www.finanze.gov.it/export/finanze/index.htm
Quello che mi da un fastidio bestiale è che passa 100.000 volte in Tv la news che scade l'abbonamento, ma MAI dico MAI che annuncino a ripetizione le scadenze importanti come queste.
Da ciò, essendo impazzito per i fatti miei, Vi metto in linea una serie di link dove poter calcolare queste imposte:
CALCOLO TASI 2015 E STAMPA MODELLO F24
§§§§§§§§§ http://www.amministrazionicomunali.it/tasi/calcolo_tasi.phpCALCOLO IMU 2015 E STAMPA MODELLO F24
§§§§§§§§§ http://www.amministrazionicomunali.it/imu/calcolo_imu.phpCodici IMU/ICI E ALTRI TRIBUTI COMUNALI
§§§§§§§§§ vedi ....
INFO sui COMUNI ITALIANI
§§§§§§§§§
Informazioni e statistiche sui comuni, le province e le regioni in Italia. Sito ufficiale, CAP, numero abitanti, banche, scuole, farmacie, mappe, previsioni meteo, utili link. vedi ...
DIPARTIMENTO delle FINANZE
§§§§§§§§§ http://www.finanze.gov.it/export/finanze/index.htm
mercoledì 29 aprile 2015
La libertà di critica non si condanna!
Nel 2007 una insegnante di Palermo viene denunciata per abuso di mezzi di correzione per avere fatto scrivere 100 volte sul quaderno “sono un deficiente” a un suo alunno, una punizione inflittagli perché aveva impedito a un compagno di classe di entrare nel bagno dei maschi, definendolo “gay” e “femminuccia”.
Appresa la notizia dalla stampa, l’Associazione Omosessuale di Palermo Articolo Tre dirama un comunicato in cui è scritto che con quelle motivazioni il pm Cartosio dimostra di essere la punta avanzata dell’involuzione culturale italiana del 2007. Il comunicato esprime profonda indignazione non per il legittimo diritto al ricorso in appello, ma per la grettezza machista, omofoba e misogina che costituisce l’impianto ideologico su cui tale ricorso si fonda. Perché considerare certi insulti semplice scherzo tra ragazzini di scuola significa sottovalutare pericolosamente il fenomeno del bullismo omofobico.
A due anni di distanza il dott. Ambrogio Cartosio, letto il comunicato, sporge denuncia per diffamazione e viene istruito un processo contro Vincenzo Rao, all’epoca dei fatti membro del consiglio direttivo dell’Associazione Articolo Tre di Palermo. In primo grado il Tribunale di Caltanissetta condanna Vincenzo Rao a quattro mesi di carcere e al pagamento delle spese legali e di un risarcimento danni. In Appello Vincenzo Rao rinuncia ad avvalersi della ormai sopraggiunta prescrizione del reato e lo stesso Tribunale conferma la condanna per diffamazione ma riducendo la pena detentiva a una ammenda.
Noi, promotori di questo appello, pensiamo che rispondere con una condanna penale e la richiesta di un risarcimento danni a una critica politica, per quanto aspra e provocatoria, non faccia bene alla nostra democrazia. Se così dovesse essere anche in via definitiva, si tratterebbe di un potenziale bavaglio che, insieme a Vincenzo, sentiremmo di avere tutte e tutti sulle nostre bocche e sulla nostra libertà di parola e di pensiero.
La libertà di parola è un diritto per tutti: per un pubblico ministero, che nell’esercizio delle proprie funzioni ha potuto utilizzare frasi forti e non lusinghiere nei confronti di un’insegnante e della sensibilità di un’intera comunità (quella omosessuale), perorando le motivazioni di un Atto di Appello; e per Chi ha voluto esprimere un disagio, comune a una larga fetta di cittadinanza, suscitato da quei passi del ricorso in Appello.
In assenza di una legge contro l’omofobia una vicenda del genere rischia di rafforzare l’idea che in Italia dare del “frocio” per offendere e deridere qualcuno sia uno scherzo lecito, mentre non è altrettanto lecito, anzi è da condannare, definire culturalmente arretrata la convinzione secondo cui le offese di stampo omofobico, machista e misogino siano uno scherzo tra ragazzi, al più non commendevole ma comunque tollerabile.
Con questa petizione chiediamo quindi al dott. Ambrogio Cartosio di ritirare la denuncia contro Vincenzo Rao, perché una condanna penale e un risarcimento danni per avere espresso una critica politica e un’opinione rischiano di rappresentare un pericoloso precedente che può produrre lo sgradevole effetto di intimorire la libertà di critica e di pensiero nei comuni cittadini. Libertà che, invece, è tanto più auspicabile riconoscere e tutelare quanto più autorevole è la persona a cui la critica viene rivolta. La libertà di critica non si condanna.
#iostoconvincenzo
Nel processo di primo grado l’insegnante è assolta. Il pubblico ministero Ambrogio Cartosio presenta un atto di Appello nel quale scrive che i metodi educativi dell’insegnate palermitana sono da paragonare a quelli della “rivoluzione culturale cinese del 1966” e che “è nozione di comune esperienza che i giovani, dai più piccoli ai più grandi, e in tutte le aree geografiche d’Italia, sono soliti apostrofarsi reciprocamente (e, spesso, semplicemente per scherzo) con espressioni omofobiche, o che hanno per oggetto i presunti facili costumi delle rispettive madri. Si tratta di un’abitudine non commendevole, quanto largamente diffusa e si può anche dire largamente tollerata dalla società”.Appresa la notizia dalla stampa, l’Associazione Omosessuale di Palermo Articolo Tre dirama un comunicato in cui è scritto che con quelle motivazioni il pm Cartosio dimostra di essere la punta avanzata dell’involuzione culturale italiana del 2007. Il comunicato esprime profonda indignazione non per il legittimo diritto al ricorso in appello, ma per la grettezza machista, omofoba e misogina che costituisce l’impianto ideologico su cui tale ricorso si fonda. Perché considerare certi insulti semplice scherzo tra ragazzini di scuola significa sottovalutare pericolosamente il fenomeno del bullismo omofobico.
A due anni di distanza il dott. Ambrogio Cartosio, letto il comunicato, sporge denuncia per diffamazione e viene istruito un processo contro Vincenzo Rao, all’epoca dei fatti membro del consiglio direttivo dell’Associazione Articolo Tre di Palermo. In primo grado il Tribunale di Caltanissetta condanna Vincenzo Rao a quattro mesi di carcere e al pagamento delle spese legali e di un risarcimento danni. In Appello Vincenzo Rao rinuncia ad avvalersi della ormai sopraggiunta prescrizione del reato e lo stesso Tribunale conferma la condanna per diffamazione ma riducendo la pena detentiva a una ammenda.
Noi, promotori di questo appello, pensiamo che rispondere con una condanna penale e la richiesta di un risarcimento danni a una critica politica, per quanto aspra e provocatoria, non faccia bene alla nostra democrazia. Se così dovesse essere anche in via definitiva, si tratterebbe di un potenziale bavaglio che, insieme a Vincenzo, sentiremmo di avere tutte e tutti sulle nostre bocche e sulla nostra libertà di parola e di pensiero.
La libertà di parola è un diritto per tutti: per un pubblico ministero, che nell’esercizio delle proprie funzioni ha potuto utilizzare frasi forti e non lusinghiere nei confronti di un’insegnante e della sensibilità di un’intera comunità (quella omosessuale), perorando le motivazioni di un Atto di Appello; e per Chi ha voluto esprimere un disagio, comune a una larga fetta di cittadinanza, suscitato da quei passi del ricorso in Appello.
In assenza di una legge contro l’omofobia una vicenda del genere rischia di rafforzare l’idea che in Italia dare del “frocio” per offendere e deridere qualcuno sia uno scherzo lecito, mentre non è altrettanto lecito, anzi è da condannare, definire culturalmente arretrata la convinzione secondo cui le offese di stampo omofobico, machista e misogino siano uno scherzo tra ragazzi, al più non commendevole ma comunque tollerabile.
Con questa petizione chiediamo quindi al dott. Ambrogio Cartosio di ritirare la denuncia contro Vincenzo Rao, perché una condanna penale e un risarcimento danni per avere espresso una critica politica e un’opinione rischiano di rappresentare un pericoloso precedente che può produrre lo sgradevole effetto di intimorire la libertà di critica e di pensiero nei comuni cittadini. Libertà che, invece, è tanto più auspicabile riconoscere e tutelare quanto più autorevole è la persona a cui la critica viene rivolta. La libertà di critica non si condanna.
sabato 11 aprile 2015
2015_04_09 Silenzio complice e azione responsabile. In piedi davanti al Risorto!
In
questo periodo pasquale rigato di sangue e avvolto da una
spirale di
orrori (tra essi, la strage di cristiani a Garissa
in Kenya, le
violenze
contro il campo palestinese di Yarmouk
in Siria, la
scoperta di
fosse comuni a Tikrit
in
Iraq, gli scontri
nello
Yemen
e altrove), stiamo vivendo una situazione che, secondo l'ONU, “va
oltre il disumano”.
Sembra
si stiano scatenando le potenze dell'iniquità.
I
nostri mezzi di comunicazione ne parlano solo per qualche
giorno,
forse perché dove non sono coinvolti occidentali o europei la
notizia non è importante.
Preghiamo
con papa Francesco il Cristo crocifisso in cui “vediamo
i nostri consueti tradimenti e le quotidiane infedeltà”,
in particolare la tragedia di tanti credenti perseguitati per la
loro
fede “con il nostro
silenzio complice”.
E'
complice
perché, a causa di interessi economici e di ossessioni
geopolitiche,
mettiamo da parte il primato di una politica di pace e:
continuiamo
a vendere armi anche in luoghi di guerra,
contribuiamo
al proliferare di bande armate amiche di Stati o aziende
direttamente
o indirettamente complici
dei
terroristi, Arabia Saudita?, Qatar?
impediamo
all'ONU di prendere in mano situazioni necessarie di
impegni lungimiranti e responsabili.
L'intervento
auspicato dal papa in questi giorni non riguarda inaffidabili e
inefficaci operazioni militari, generatrici di ulteriori
violenze, ma
il primato
della
politica e del diritto, della giustizia e della
riconciliazione,
della cooperazione e della carità.
A
fine marzo, il martirio dei cristiani e di credenti di varie
comunità
è approdato finalmente al Consiglio
di sicurezza dell'ONU,
che ha ascoltato le terribili testimonianze di esponenti di
minoranze
religiose perseguitate (tra i quali il patriarca caldeo di
Baghdad,
Louis Sako).
Tra
gli interventi auspicati:
-
la creazione di “spazi
di
vita” protetti
dalle
violenze,
-
il sostegno umanitario al popolo dei rifugiati-sfollati,
-
il ripristino di stati di diritto,
-
l'avvio di azioni legali presso la Corte penale internazionale
al
fine di punire i crimini contro l'umanità,
-
l'attivazione di norme contrarie a ogni forma di complicità
finanziaria, armata
e
intellettuale con i gruppi terroristi,
-
il sostegno a programmi educativi orientati al rispetto dei
diritti,
all'esercizio dei doveri e alla riconciliazione nella verità e
nella
giustizia.
Pasqua
vuol dire scoperchiare la
tomba
dell'ingiustizia e
dell'odio, far rotolare il
macigno
dell'indifferenza
e delle complicità, lasciare che la luce del Risorto inondi la
faccia della terra.
I
credenti nella pace si alzano in piedi davanti al Risorto!
Risuonano
attuali ancora oggi le parole don Tonino: “Se
non abbiamo la forza di dire che le armi non solo non si
devono
vendere ma neppure costruire, … rimarremo lucignoli
fumiganti
invece che essere ceri pasquali.”
(d.Tonino
Bello, 30 aprile 1989, Arena di Verona).
Firenze, 10 aprile
2015 Pax
Christi Italia
Contatti:
Segreteria
Nazionale di Pax Christi: 055/2020375 info@paxchristi.it
venerdì 3 aprile 2015
2015_03_26 Immessa di nuovo acqua nel sito Expo 2015
Nella giornata di giovedì 26 marzo 2015 è stata introdotta di nuovo - per dare avvio ad una serie di prove tecniche - acqua nel sito Expo, qualche ora prima rispetto all'immissione nel Naviglio Grande delle 11.30, avvenuta a Turbigo nello sbarramento di Poirée, nel corso dell'iniziativa PIA Navigli ruotante attorno alla conferenza stampa presso Villa Castiglioni a Magenta. Le sorti delle forniture di risorsa idrica ad Expo potrebbero essere strettamente connesse con la questione dei livelli delle acque del lago Maggiore che, proprio in questi giorni, sta animando il dibattito presso l'opinione pubblica.
Il Parco lombardo della Valle del Ticino ha fatto presente al Ministero dell'Ambiente che, continuando a mantenere, come ora, il livello del lago a 1 metro sullo zero idrometrico di Sesto Calende, in caso di siccità, potrebbero mancare le necessarie risorse per far fronte alla stagione estiva.
Ci si troverebbe quindi a fare i conti con un'agricoltura irrigua in difficoltà dovendo contemporaneamente fornire acqua al sito Expo.
La proposta è quella di innalzare il livello del lago di mezzo metro ma la decisione spetta al Ministero dell'Ambiente che, in virtù di accordi risalenti alla prima metà del XX secolo, non ritiene di accogliere la proposta.
La proposta è quella di innalzare il livello del lago di mezzo metro ma la decisione spetta al Ministero dell'Ambiente che, in virtù di accordi risalenti alla prima metà del XX secolo, non ritiene di accogliere la proposta.
Non resta che attendere la sentenza davanti a un giudice.
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