mercoledì 13 giugno 2018

2018_06_06 Salvini, Acerbo: «Prima i ricchi! Salvini è il nostro Trump!»

NOTA : Post ricevuto e pubblicato.

Salvini, Acerbo: «Prima i ricchi! Salvini è il nostro Trump!» 6 giugno 2018
Maurizio Acerbo segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, esponente del coordinamento nazionale di Potere al Popolo, dichiara:
“Salvini si svela per quello che è: 
  • una versione più giovane e violenta di Berlusconi
  • la versione italiana di Trump

Le sue dichiarazioni di stamattina sulle tasse dimostrano che il suo slogan “prima gli italiani” si traduce in “prima i ricchi”.
Solo Bagnai e Fusaro possono spacciare per sociale questo mix di razzismo e neoliberismo.
Come Trump, il capo della Lega ha raccolto con la demagogia razzista i voti popolari per poi usarli per tagliare le tasse ai ricchi
La sua teoria è vecchia di decenni ed è stata il cavallo di battaglia del neoliberismo negli Stati Uniti, producendo diseguaglianze e povertà di massa nel paese più ricco del mondo. 
Basta cliccare “trickle down economics” su Google per leggere tonnellate di denunce dell’impatto socialmente devastante della cosiddetta teoria dello “sgocciolamento”: non facciamo pagare le tasse ai ricchi, così poi la loro ricchezza “sgocciolerà” sull’intera società.
Per usare le parole di Bernie Sanders, si tratta di una “teoria fraudolenta messa in giro dai ricchi e dai loro think thanks per proteggere i miliardari e le grandi aziende”.
Che ne pensano i grillini? 
Dov’è finito l’avvocato del popolo? 
Del #popolo dei ricchi?”.


§§§

Flat tax, dite a Salvini che regalare soldi ai ricchi non aumenterà i posti di lavoro
Pubblicato il 6 giu 2018
di Paolo Ferrero – i blog del fatto quotidiano -
Dopo aver fatto la propaganda elettorale dicendo “prima gli italiani”, Matteo Salvini adesso dice “prima i ricchi”. Nulla di strano che il razzista demagogo dica una cosa e ne faccia un’altra. Del resto se la prende con l’Unione Europea dopo che il suo partito ha votato a favore del trattato di Maastricht, di Lisbona, del pareggio di bilancio in Costituzione, etc etc. Il problema è che oltre a prendere in giro i suoi elettori, Salvini utilizza motivazioni completamente false con cui ammanta di scienza economica il suo ragionamento a favore dei più ricchi. 

Questa tesi è completamente falsa. Vediamo perché.

Com’è noto un imprenditore investe se pensa di poter vendere le merci che produce. Se uno pensa invece che le merci gli rimarranno in magazzino, difficilmente farà un investimento e – in ogni caso – anche se lo facesse, nel giro di tre mesi licenzierebbe tutti coloro che ha assunto. In altri termini è chiaro che l’investimento viene fatto non solo perché l’investitore ha i soldi in mano ma viene fatto perché l’investitore pensa di poterci guadagnare, di poter vendere quello che produce. Questo vale anche nei servizi: un ristoratore assumerà un cameriere se pensa che qualcuno vada a mangiare la pizza al sabato sera. Altrimenti, anche se ha i soldi per farlo non assumerà nessuno.
Solo chi ha tolto l’articolo 18 – e i grillini e i leghisti che non vogliono rimetterlo – pensano che uno assuma un cameriere solo perché lo può licenziare…

In altri termini gli investimenti privati vengono fatti solo se esiste una domanda solvibile in grado di valorizzare gli investimenti stessi. 

Solvibile vuol dire che la domanda non solo si deve esprimere come bisogno (mi piace la pizza) ma che il soggetto desiderante deve anche avere i soldi per pagarla la pizza…
Il problema è proprio qui. 

Gli investimenti privati normali, non sono originati dal fatto che i ricchi abbiano più soldi ma dal fatto che la domanda solvibile si allarghi e quindi richieda nuove merci e nuovi servizi e quindi nuovi investimenti e nuovo lavoro

Non ci vuole un genio per capire che in Italia il problema è proprio questo: metà della popolazione ha difficoltà ad arrivare a fine mese e in ogni caso ha ridotto i propri consumi per mancanza di reddito
Per far ripartire l’occupazione in Italia servirebbe una drastica redistribuzione del reddito dal 10% più ricco verso il 50% più povero in modo da aumentare i consumi e creare una spazio per nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro.
Come se non bastasse, in Italia, dall’inizio della crisi, i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri più poveri: Salvini propone di accentuare questa diseguaglianza. Salvini propone di curare i tumori facendo esplodere delle bombe atomiche. Inoltre, come è del tutto evidente, se si tagliano le tasse ai ricchi, lo Stato non avrà più i soldi per far funzionare la scuola, il servizio sanitario, pagare le pensioni. In altri termini il taglio delle tasse ai ricchi distruggerà i servizi pubblici e ridurrà i posti di lavoro nel pubblico. Riducendo i dipendenti pubblici e quindi il monte salari complessivo, i consumi si ridurranno ulteriormente e conseguentemente aumenterà la disoccupazione anche nel settore privato. 
Quindi tagliare le tasse ai ricchi aumenta la disoccupazione, non i posti di lavoro.
Non ci vuole un genio per capire questo, così come non ci vuole Einstein per capire che regalare più soldi ai ricchi significa unicamente gonfiare la speculazione finanziaria. Non avendo sbocco in investimenti produttivi, questa maggiore ricchezza concentrata nelle mani di pochi, finirà a gonfiare le famose bolle speculative, quelle da cui è partita la crisi e che fanno parte dei quel capitalismo finanziario contro cui il loquace razzista padano tuona ogni giorno. Quindi non solo tagliare le tasse ai ricchi non aumenta posti di lavoro ma piuttosto li diminuisce, oltre ad aumentare le ineguaglianze e le ingiustizie.
Salvini vuole fare il contrario di quello che serve al popolo italiano.

Matteo Salvini: dalla parte dei ricchi
Pubblicato il 6 giu 2018
di Roberta Fantozzi-
Perché la flat tax? “Perché è giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse. Perché spende e investe di più.” Parola di Matteo Salvini, che chiarisce definitivamente da che parte sta: dalla parte dei ricchi.
Dice anche una serie di colossali menzogne dal punto di vista economico…per nascondere che sta dalla parte dei ricchi.
La prima: è falso che i ricchi spendano di più! Spendono di più le persone che hanno meno, perché sono quelle che hanno necessità di tutto e appena si trovano qualche soldo in più nelle tasche, comprano beni essenziali. Oltre un certo livello di ricchezza, invece o si risparmia o si specula nel circuito finanziario, che è quello che i ricchi fanno.
E’ una verità elementare: si chiama “propensione al consumo” ed è maggiore nelle fasce sociali più povere.
Seconda menzogna: è falso anche che se si è più ricchi si investa di
più, come è dimostrato dal fatto che dei 40 miliardi di sgravi alle imprese degli scorsi tre anni, pochissimi siano ritornati in incremento degli investimenti. Gli investimenti privati sono determinati prima di tutto dalla prospettiva di realizzare un utile, vendendo la merce che si è prodotta. Ed anche in questo caso, il basso livello dei consumi interni, determinato dalla crescita della povertà, è un blocco per gli  investimenti.
Gli investimenti pubblici, che sono quelli che sarebbe necessario attivare, sono invece continuamente diminuiti, per la politica dei tagli. E con la diminuzione delle entrate, determinata dalla Flat-Tax (almeno 50 miliardi in meno) diminuiranno ancora.
Infine: non si vergogna un po’ Salvini a dire quello che dice a fronte della situazione italiana? Secondo i dati dell’Ocse il 20% più povero della popolazione in Italia, non ha che lo 0,3% della ricchezza, il 20% più ricco ha invece il 60% della ricchezza. Il 5% più ricco da solo possiede il 40% della ricchezza. Per Oxfam i dati sono ancora peggiori con lo 0,09 del 20% più povero e il 66,1% del 20% più ricco: un rapporto di 740 volte.
La Flat-Tax farà diventare ancora più ricco chi lo è già, e con la diminuzione delle entrate distruggerà il welfare. Vergogna!!!
Costruiremo l’opposizione a questo governo, con tutto il fiato che abbiamo in corpo.

Conte, Acerbo: «Non vedo rivoluzioni nè Robin Hood»
COMUNICATO STAMPA

CONTE – ACERBO (PRC): «NON VEDO RIVOLUZIONI NE’ ROBIN HOOD»
Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, esponente del Coordinamento di Potere al popolo, dichiara:
«Una cosa è certa: il programma enunciato da Conte non è di sinistra. E nemmeno rivoluzionario. Non c’è alcuna redistribuzione del reddito a favore della metà più povera della popolazione italiana e nessuna misura contro la precarietà del lavoro. Dov’è finita la cancellazione della legge Fornero? Il reddito di cittadinanza è diventato il rei? A sentire il discorso di Conte non c’è traccia dell’annunciata rivoluzione, a meno che non si ritenga tale l’ennesimo taglio di tasse ai più ricchi con la flat tax e il “potenziamento della legittima difesa”. Persino sul taglio dei privilegi e la lotta alla corruzione il programma è debole. Neanche tagliano superstipendi dei parlamentari e nemmeno propongono la confisca dei beni ai reati di corruzione. Non c’è nemmeno lo stop al consumo di suolo e la ripubblicizzazione dell’acqua, nè una parola sulla scuola. La rottura con le politiche degli ultimi 25 anni è sui particolari ma non sulla sostanza. Non c’è davvero nessuna netta rottura con le politiche degli ultimi 25 anni. Rivoluzionario in questo paese sarebbe abolire le leggi che hanno precarizzato il lavoro e introdurre una patrimoniale sulle grandi ricchezze. E’ possibile che, vista la devastazione prodotta dai governi precedenti, anche la modifica dei particolari possa determinare una situazione di aspettativa positiva. Ma fare gli avvocati del popolo significa difendere gli interessi del popolo, non limitarsi a qualche provvedimento di facciata, sullo stile degli 80 euro di Renzi.
Positivo il doveroso anche se tardivo ricordo e omaggio al sindacalista ucciso in Calabria, Soumayla Sacko, sul quale comunque ancora non abbiamo sentito una parola da parte dei ministri Salvini e Di Maio».
5 giugno 2018

Flat-tax per le imprese, PRC: “Aperta la gara tra PD e governo Lega-M5S nel rivendicare le stesse politiche. Lavoreremo a costruire l’opposizione”
Pubblicato il 4 giu 2018
Comunicato stampa
Flat-tax per le imprese, PRC: “Aperta la gara tra PD e governo Lega-M5S nel rivendicare le stesse politiche. Lavoreremo a costruire
l’opposizione”
Roberta Fantozzi, responsabile nazionale Politiche economiche di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiara:
“Tra governo gialloverde e PD è aperta la gara alla rivendicazione delle medesime politiche.
Martina e Marattin rivendicano il fatto che la tassa sui redditi delle società di capitali, cioè sui profitti delle imprese, sia già una tassa piatta e che il governo Renzi l’abbia già abbassata.
Hanno assolutamente ragione. Il governo Renzi ha diminuito la tassa sui profitti dal 27,5% al 24%  il che ha comportato un regalo di 4 miliardi annui alle imprese, che sommati alla decontribuzione per le assunzioni del Jobs Act, agli interventi sull’Irap, a super ammortamenti ed altri incentivi, ha portato le risorse destinate alle imprese nel triennio 2015-2017 a oltre 40 miliardi.
Per quel che riguarda la tassa sui profitti va anzi detto che la diminuzione è stata costante, essendo passata da 37% nel 2000
all’attuale 24%.
Si continua nelle medesime politiche: regali alle imprese, assenza di reali politiche industriali, precarietà del lavoro.
Lavoreremo a costruire l’opposizione all’ulteriore diminuzione della tassa sui profitti annunciata per il prossimo anno, come alla Flat-Tax per l’Irpef che sembrerebbe slittare al 2020.
La Flat-Tax non è altro che un nuovo gigantesco regalo a imprese e
ricchi, una misura di straordinaria iniquità in un paese in cui le disuguaglianze sono già inaccettabili”.
Governo, Acerbo: «Il governo più a destra della storia, festeggiato dalla Borsa»
Pubblicato il 1 giu 2018
COMUNICATO STAMPA
GOVERNO – ACERBO (PRC): «IL GOVERNO PIU’ A DESTRA DELLA STORIA FESTEGGIATO DALLA BORSA. CAMBIARE TUTTO PERCHE’ NULLA CAMBI»
Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, componente del coordinamento nazionale di Potere al Popolo, dichiara:
«Il governo gialloverde è un governo di destra, reazionario, neoliberista: è bastato annunciarne la nascita che la Borsa di Milano ha festeggiato con un aumento del 2%
Milioni di italiani si aspettano una rivoluzione e invece hanno dato l’incarico a personaggi espressione dei potentati economici e dell’establishment della vecchia politica.
La tassa piatta per i ricchi e la repressione per i poveracci, con un ministro come Salvini, che ha fatto della xenofobia e della
repressione i suoi cavalli di battaglia.
Difenderanno ancora una volta gli interessi dei ricchi, delle lobby, dei poteri forti; ne faranno le spese i migranti, i più deboli, i più poveri.
La vittoria delle destre populiste è il frutto avvelenato di anni di politiche neoliberiste imposte dall’UE e messe in pratica dal Pd e dai suoi alleati che oggi propongono un surreale fronte democratico.
In realà oggi in Italia esistono due destre: una tecnocratica e una populista in lotta per il potere sulle spalle del popolo.
Di fronte a questo sfacelo, serve costruire e rinforzare un quarto polo della sinistra, quella vera, che sia popolare, antiliberista e anticapitalista, per un’Europa di eguaglianza e non di esclusioni».
1 giugno 2018


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